L’importanza delle parole
Avete mai riflettuto su quanto sia importante la parola?
Io non tanto spesso. Tranne in questi ultimi tempi.
Ho pensato alla magia, che è praticamente nata con l’uomo. La magia, il potere della parola nel condizionare il mondo circostante: già nell’antichità l’uomo attribuiva alla parola un potere soprannaturale; ancor oggi molte persone, pur non credendo nella magia, si affidano a maghi, cartomanti e sensitivi per risolvere i loro problemi quando non trovano una soluzione normale. Chi per disperazione, chi per ignoranza.
Poi c’è la religione. Il potere della preghiera, parole rivolte al Signore o ad Allah o qualunque altra divinità. La parola impiegata per esorcizzare sciagure, per chiedere un aiuto ultraterreno. Il dialogo aperto con un essere superiore a noi esseri imperfetti, spietati, crudeli.
Il dono della parola è stato sempre osannato dall’uomo per via indiretta, attraverso l’attribuzione di un potere superumano. Ma scendendo a un livello più terreno, le parole assumono una notevole importanza anche nella vita sociale e in quella politica. Basti pensare alle poesie, corte o lunghe che siano. Pensate a una poesia qualunque. Per esempio mi viene in mente Ungaretti, la poesia Soldati:
“Si sta come d’autunno
sugli alberi le foglie.”
Una sola frase ma densissima di significato sull’orrore della guerra. Bastano poche parole per comunicare molte cose.
Tuttavia troppo spesso si abusa di esse. In TV, sui giornali, su Internet.
Troppe persone parlano, straparlano, discutono e in realtà non comunicano nulla. Persone che vogliono dimostrare di essere colte, coscienti del mondo che le circonda; o individui egocentrici a cui piace il suono della propria voce e recitano con enfasi qualunque fesseria; oppure persone che sfruttano molteplici giri di parole per evitare di rispondere a una domanda scomoda: sono persone potenzialmente pericolose, perché nulla vieta loro di sfruttare il loro eloquio per imbrogliare gli altri.
Qualcuno potrebbe ribattere che ognuno ha una testa che ragiona e che non è così facile essere raggirati a parole. Concordo.
Però molte volte il cervello si prende delle pause quando in realtà dovrebbe stare in guardia.
Come quando si ascolta, per esempio, un telegiornale, quando parla un politico o un assicuratore oppure un banchiere (chissà perché a volte sono tutti e tre la stessa persona…).
Io non voglio criticare chi non riflette sui discorsi che vengono propinati dai media. Dopo una giornata lavorativa stressante, dopo un’ennesima giornata passata a risolvere gravi problemi familiari o lavorativi, dopo giornate in cui il livello di stress è insopportabile, comprendo perfettamente chi desideri “spegnere” il cervello. In realtà, è una cosa che fanno un po’ tutti, me compreso. Soprattutto per rassegnazione, questo sentimento molto italiano: siamo tutti un po’ stufi di sentire sempre le solite promesse dai politici attraverso giornali e telegiornali, le solite idiozie dai cosiddetti “opinionisti” in TV, di vedere sempre programmi televisivi ignobili (come “L’isola dei famosi” o “La talpa”, per esempio)… Ma per capire a cosa mirano le persone veramente bisogna ascoltare attentamente ciò che dicono.
Le parole sono importanti. Hanno un significato, implicito o esplicito che sia. Possono essere interpretate, ma il loro significato non cambia. Sembra una banalità affermarlo però non lo è quando sento molte persone ripetere a pappagallo discorsi strampalati inculcati (soprattutto) dalla TV; quando viene stravolto il significato delle parole: confondere guerra con operazione di pacificazione, intervento militare con intervento umanitario: come quando i campi di concentramento erano chiamati dai nazisti campi di rieducazione.
I politici usano spesso terminologie che fanno rabbrividire per il cinismo, l’ignoranza e il razzismo. Impiegano espressioni addolcite del tipo flessibilità del mondo del lavoro perché non vogliono mostrare ai loro elettori quello che in realtà significa, schiavismo lavorativo. Osano parlare di finanza creativa perché la gente non sa cosa significhi. Se sapesse che vuol dire falso in bilancio forse non approverebbe tacitamente.
Cerchiamo di riflettere sempre sul significato delle parole. Dobbiamo sempre stare all’erta con certa gente che nasconde dietro i bei discorsi sonore fregature.


Ah, come sarebbe bello poter capire cosa si nasconde dietro ai discorsi di certa gente ! Purtroppo, c’è chi le parole sa usarle fin troppo bene, ha addirittura filosofi e professori che le scrivono appositamente per loro (hai mai visto il film “Botero” di Nanni Moretti ?). Purtroppo troppo spesso le fregature le prendi da chi pensi di conoscere bene proprio per le parole che dice, che in realtà non sono sufficienti. Sai cosa ci vorrebbe ? Conoscere il parere della gente che sta vicino a chi parla così tanto in modo da valutarli oltre le parole, con la vita. Chissà che un giorno i blog riescano anche ad ottenere questo !
Comment di robi — 08-11-2005 @ 16:23 GMT