Diritto di Coscienza

08-11-2005 @ 15:47

Un giorno a caso con il TG1

Categoria: Informazione, Italia

Oggi ho voluto guardare il TG1 delle 13:30.
Di solito non guardo i telegiornali, preferisco documentarmi in Internet, dove oltre alla rassegna stampa posso consultare siti di approfondimento giornalistico indipendente come Reporters Without Borders, tanto per citarne uno. Ogni tanto faccio un’eccezione e guardo i tg per osservare il grado di disinformazione e il modo in cui vendono le notizie.

Oggi dunque ho voluto guardare il TG1 delle 13:30. Molta gente, me compreso, pensa che questo tg sia sempre stato uno strumento del governo, indipendentemente dal colore della maggioranza. Insomma, uno dei meno attendibili. Berlusconi, il 24 ottobre scorso, lamentandosi degli attacchi di RockPolitik ha dichiarato che “solo il TG1 e il TG2 sono abbastanza equilibrati” (fonte Corriere della Sera). Questo fa pensare: i termini da lui impiegati: “abbastanza” ed “equilibrati”. Neanche lui ha avuto il coraggio di affermare che sono totalmente equilibrati.
Comunque, sono sempre i fatti che contano, e in questa sede voglio focalizzare l’attenzione non tanto sull’aspetto dell’influenza del governo quanto piuttosto sulla disinformazione in generale.

Parliamo del TG1 di oggi delle 13:30.
Durata: 30 minuti. Numero di servizi giornalistici: 15. Ciò significa che mediamente ogni servizio ha a disposizione solo 2 minuti. Possiamo già trarre delle conclusioni:

  1. Il tempo a disposizione per maggiori dettagli sui fatti non è sufficiente.
  2. In così breve tempo bisogna esporre la notizia con un ritmo piuttosto serrato.

Non si può pretendere un approfondimento da un tg che deve parlare di un po’ di tutto in 30 minuti. Il fatto che il ritmo sia serrato comporta inoltre il rischio che uno spettatore perda il filo del discorso.
Questi due aspetti non sono gravi, sono una necessità. Ma una necessità nata dall’impostazione del tipo di informazione: parlare poco e di tutto e senza approfondire. Ma il problema non è qui. Il problema è la scaletta dei servizi. La propongo di seguito, in ordine cronologico delle notizie date.

  1. Autorizzato il coprifuoco in Francia
  2. Pisanu: Le nostre periferie non sono pericolose
  3. Sventato attentato a Sydney: sequestrati esplosivi e agenti chimici
  4. Muore sotto una lampada solare a 22 anni
  5. Famiglia uccisa a Benevento da monossido di carbonio in un frantoio
  6. Economia: Ciampi dice: Europa non tema Cina e India
  7. Dibattito sulla legge elettorale
  8. Lo Stato risarcisce la famiglia Biagi con 5,5 milioni di euro
  9. Breve notizia sull’arresto di alcune persone affiliate a Cosa Nostra
  10. Si indaga ancora sull’omicidio di due imprenditori italiani nelle Filippine
  11. Terremoto nel Kashmir
  12. Aviaria e strategie di prevenzione
  13. Protesta di agricoltori riunitisi a Bologna da tutta Italia
  14. Missione spaziale europea su Venere
  15. Alain Delon

Commentiamo velocemente.
La notizia del coprifuoco in Francia adottato come misura di sicurezza ha certamente il posto che merita. La situazione è talmente grave che si deve aprire il tg in questo modo. Io voglio malignare dicendo che in realtà si apre con le notizie dalla Francia perché questo tipo di informazioni hanno molti più ascoltatori. Ma sorvoliamo.
Le nostre periferie non sono pericolose: un’affermazione stupida, qualunquistica, falsamente rassicurante. Non è certo come in Francia, ma il degrado esiste ed è documentabile. È qualunquistica perché ogni città ha i suoi problemi e non si può generalizzare in tal modo. Poi il tono dell’affermazione è del tipo “è tutto sotto controllo gente, non preoccupatevi”.
Attentato di Al-Qaeda sventato a Sydney. Bisogna sempre dare notizie sui terroristi: serve sempre a mantenere in allarme la popolazione. Ma non c’è tempo di discuterne ora. È comunque una notizia grave, non fraintendiamo!. Avevano anche agenti chimici, armi abominevoli e il cronista lo sottolinea.

Seguono poi una serie di notizie buttate lì, notizie di cronaca che interessano gli spettatori però fanno sempre parte di una realtà particolare. Di solito se uno è morto a Milano in un agguato non importa molto a chi vive a Salerno, per esempio. Diciamo che c’è un certo distacco psicologico rispetto a una notizia di cronaca che tocca la propria città.
Tuttavia, in mezzo a queste, dopo la notizia del risarcimento a Biagi, dove mi sono un po’ distratto a causa del piccolo distacco di cui parlavo e ho perso un po’ il filo, parlano di un’operazione criminale sventata. All’ultimo, come fosse un post scriptum, il cronista afferma: “Alcuni di loro erano affiliati a Cosa Nostra”. Una notizia di mafia.
Questo sarebbe il modo con cui si dovrebbe parlare di un problema nazionale gravissimo? Perché non si va mai in profondità in queste cose?
Poi, altre notizie poco interessanti. Di poco conto, soprattutto per come sono state esposte: servivono da riempitivo. I disastri e gli omicidi fanno notizia. E l’influenza aviaria deve far notizia per forza, anche se solo le persone che vivono a stretto contatto con volatili dovrebbero un minimo preoccuparsi.

Riassumiamo.
Una notizia di mafia banalizzata come una normale operazione anticrimine è buttata in mezzo a notizie di poco conto. Dopo la le rivolte degli immigrati in Francia, una notizia sul governo che tiene sotto controllo le periferie di tutta Italia (ma per favore!…). Questa è l’informazione del TG1 di oggi.

Perché non ridurre a 10 o magari 8 notizie in modo da dedicare più tempo all’esposizione dei fatti? Perché sconvolgere l’ordine di importanza delle vicende fino a porre una notizia di mafia al 9° posto? Perché invece non parlare del fatto che gli USA hanno impiegato a Falluja il cosiddetto “fosforo bianco” sui civili iraqeni? Eppure è una notizia di Rainews24, la stessa azienda! Perché non sta bene dire che i nostri alleati più forti, paladini della Democrazia e della Pace, come si sono autoproclamati, usano bombe chimiche contro dei civili? Bombe chimiche di gran lunga peggiori di quelle sequestrate a Sydney, come il TG1 ha riporato oggi come terza notizia. Perché non sta bene? Perché sarebbe come dire che sono dei criminali di guerra, o che almeno hanno commesso un crimine contro l’umanità. E noi che li appoggiamo saremmo accusati di favoreggiamento.
Sono di questo tipo le domande da porsi, dopo aver riflettuto su ciò che vediamo in TV. Questo tipo di disinformazione avviene tutti i giorni. Io ho scelto oggi come un giorno a caso per osservare il TG1. E non è solo il TG1 il problema!
Per essere informati non possiamo subire le notizie dalla TV, dobbiamo andare a cercarle in Internet, facendo attenzione a tralasciare le notizie fasulle.


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