Le periferie d’Europa in subbuglio
Sappiamo ormai tutti quello che sta avvenendo da 17 giorni a questa parte in Francia. O meglio, sappiamo solo quel poco che riesce a filtrare, ma lasciamo stare le polemiche.
Una guerriglia urbana in cui la rabbia repressa di una popolazione esclusa dalla società francese è esplosa in tutta la sua inarrestabile ferocia. Quando si costringono le persone a vivere in condizioni precarie, a vivere senza speranze per il futuro, non si fa altro che riempire sempre più di acqua un vaso; per quanto ampio esso sia, prima o poi basterà una goccia a farlo traboccare. Nel caso dei disordini francesi, è stato un incidente a due giovani di origine islamica, morti folgorati in una cabina elettrica in cui si erano rifugiati dalla polizia, la quale aveva fatto irruzione a suon di lacrimogeni in una moschea mentre i fedeli erano in preghiera. Avrebbero mai fatto una cosa del genere in una chiesa cattolica? Oppure qualcuno pensa che vi siano religioni di serie A e quelle di serie B?
Per chi non lo sapesse ancora, i musulmani pregano a piedi nudi. I due adolescenti sono morti proprio perché, essendo in preghiera, erano scappati via scalzi, perciò la scarica elettrica subita non è stata bloccata o limitata dall’isolamento delle scarpe. Questa morte insensata ha appiccato l’incendio di Parigi.
La questione fondamentale è che la maggior parte degli abitanti delle banlieu sono francesi, non immigrati. E la vita che lo Stato francese li costringe a fare ha fatto nascere in loro la convinzione di essere Francesi di serie B. Si chiama integrazione, ragazzi. Un concetto volutamente frainteso dal mondo occidentale. Non a caso questo tipo di integrazione, con modi e tempi che variano da caso a caso, è applicata in tutte le città europee.
Il 7 novembre, Prodi aveva commentato i disordini di Parigi affermando che il pericolo di rivolte avrebbe potuto interessare anche le metropoli del resto dell’Europa. In effetti non ha detto niente di nuovo, però è stato criticato aspramente. Addirittura, Bondi, l’8 novembre, a Radio Radicale, l’ha accusato di fomentare le insurrezioni e di sperare che si scatenino delle rivolte. Il giudizio forza un po’ troppo l’interpretazione del discorso di Prodi. Ognuno di noi può vedere quale tipo di integrazione vi sia nel nostro Paese.
Lo stesso giorno, al TG1 Pisanu rassicurava la nazione dicendo che noi non eravamo in pericolo, senza tuttavia fornire dati e fatti per dimostrarlo.
Tuttavia, scopro oggi che la Francia è in buona compagnia. L’ho letto sul televideo della RAI ma sul TG2 non se n’è parlato. Perché?
Su Repubblica.it è riportato in breve la situazione europea.
A Bologna, una delle città con la più alta percentuale di crimini in Italia, un po’ per burla o per emulazione, diversi cassonetti sono stati bruciati questa notte. Una scritta inneggiava ai roghi di Parigi.
In Belgio, da una settimana, sono nate una serie di rivolte che emulano quelle francesi. Incendi a Bruxelles, Liegi, Charleroi e in altri centri minori. Nessuno ha detto niente finora. Perché?
A Rotterdam, un gruppo di giovani hanno incendiato tre macchine ieri sera. Sembrerebbe un episodio isolato.
Ad Atene, altri due episodi di emulazione a scapito di due concessionarie.
Tornando alla Francia, dopo Parigi il centro più a rischio è Lione, nella quale vige il coprifuoco. Poi sta nascendo qualcosa a St. Etienne.
Questi figli di immigrati sono Francesi a tutti gli effetti, però la Francia non riconosce loro i diritti dei cittadini francesi; costringere le persone a vivere in ghetti in cui regna l’anarchia non significa integrazione, ma segregazione; apostrofare i casseurs come feccia e imporre la legge marziale invece del dialogo, non significa applicare la legge: tutto ciò significa razzismo.
Facciamo un esame di coscienza. Siamo proprio sicuri di essere immuni a questo tipo di fenomeni? Quando gli esclusi raggiungono il limite di sopportazione sono sempre scoppiate delle rivolte. Non ci sono degli esclusi da noi? Non ci sono persone che potrebbero emulare le rivolte francesi e belghe per avviare un nuovo ‘68? Quanti immigrati vi sono in Italia?
Io vedo come tanti Italiani di origine africana siano trattati come esseri inferiori, quando molti di loro sono magari filosofi, ingegneri o medici che non possono esercitare le loro professioni perché il loro titolo di studio non è riconosciuto nel nostro Paese; oppure conoscono tre o quattro lingue, quando la maggior parte degli Italiani non conosce bene nemmeno l’italiano.
Io ascolto dichiarazioni razziste in continuazione da parte di esponenti di governo della Lega che considerano come feccia tutti gli immigrati indistintamente, e li rinchiude in veri e propri campi di concentramento chiamati centri di permanenza temporanea (suona molto meglio), come quello a Lampedusa. A questi ministri non importa se gli immigrati scappano da Paesi in cui rischiano di morire perché appartengono a una determinata tribù, a una certa fede religiosa o politica, o perché il loro Stato è poverissimo a causa dello sfruttamento delle potenze industriali come l’Italia. Non importa. Se uno è un immigrato, per giunta islamico o comunque non bianco, non deve godere dei diritti degli Italiani; se addirittura è clandestino…
Invece, se un imprenditore falsifica il bilancio commettendo bancarotta fraudolenta, rovinando un’azienda, mandando sulla strada migliaia di lavoratori onesti e con famiglie da mantenere, è soltanto uno che fa finanza creativa, non un criminale della peggior specie.
Quanti altri episodi di razzismo avvengono ogni giorno in tutta Europa? Voi stessi vi siete mai chiesti se avete mai assunto comportamenti razzisti? Secondo il dizionario De Mauro-Paravia la definizione di razzismo è: insieme degli orientamenti e degli atteggiamenti che distinguono razze superiori da razze inferiori e attuano comportamenti che vanno dalla discriminazione sociale, giuridica e istituzionale alla persecuzione e allo sterminio di massa, volti a tutelare la purezza della razza superiore e la sua egemonia sulle razze inferiori. Per estensione, ogni atteggiamento discriminatorio variamente motivato nei confronti di persone diverse per categoria, estrazione sociale, sesso, opinioni religiose o provenienza geografica.
Quanti episodi del tipo sopra descritto avvengono nel mondo e in Italia? Non solo a danno degli immigrati o ai loro figli, ma anche a scapito di connazionali poveri, che vivono in periferie abbandonate a se stesse?
Il degrado sociale è come un cancro. La differenza è che si può curare.


perdonami, è vero quello che dici, ma è altrettanto vero che qui in Italia gli esclusi dal mondo del lavoro sono i giovani. Prolungando l’età pensionabile dei lavoratori dipendenti, non si fa altro che procrastinare il momento in cui si libereranno dei posti di lavoro per noi, italiani, laureati, con tanta voglia di lavorare e nessuna chances. Qui vedo la rivoluzione, e non dalla maggior parte degli immigrati, che, diciamocelo, si sono fatti il loro piccolo sporco giro. Prostituzione, droga, etc. etc. La maggior parte, e vado in percentuale, non sono laureati o così vogliosi di ottenere uno stipendietto medio. Poi non si fa di tutta l’erba un fascio, ed io ho conosciuto persone degnissime tra loro. Ma qui in Italia la situazione e la mentalità è diversa, la mentalità (italiana!)Umma Umma ha dato buoni frutti, per chi era pronto a recepirla. Diciamo che già noi avevamo dei problemi, e questa invasione di poveri è arrivata in un momento in cui anche noi siamo diventati poveri. Una crisi dovrà esserci, e non mi meraviglierei se nascesse tra precari italiani e stranieri senza distinzione: il male è comune, le prospettive sono negate sia agli uni che agli altri. Una profonda tristezza: lo Stato se ne frega di noi. Parole parole e poi tante leggi che ci mortificano sempre più. Porte chiuse e strade sbarrate per chi ha voglia di lavorare, a qualsiasi etnia appartenga. Non razza. Non siamo cani.
Comment di arrabbiata — 14-11-2005 @ 10:59 GMT
t
Comment di arrabbiata — 14-11-2005 @ 11:00 GMT
Gentile autore,
ti comunichiamo che il tuo post, visibile all’indirizzo
http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl1756.phtml, ritenuto
particolarmente valido dalla nostra redazione, è stato segnalato
all’interno di LiberoBlog, il nuovo aggregatore blog di libero.it
Pensiamo che questo ti possa dare maggiore visibilità sul web e
presumibilmente maggiore traffico sul tuo blog, in quanto Libero.it è
visitato quotidianamente da milioni di persone.
Nel caso tu fossi contrario a questa iniziativa, il cui fine è quello di
segnalare ai nostri lettori i contenuti più validi rintracciati nella
blogosfera, ti preghiamo di segnalarcelo via e-mail chiedendo la rimozione
del tuo post dal servizio. Procederemo immediatamente.
Per saperne di più di LiberoBlog e sulla sua policy
http://liberoblog.libero.it/disclaimer.php
Per suggerimenti e critiche, non esitare a contattarci a questo indirizzo
e-mail: blog.n2k@libero.it
Ringraziandoti per l’attenzione, ti porgiamo i nostri più cordiali saluti,
LiberoBlog Staff
Comment di Libero Blog — 14-11-2005 @ 11:14 GMT
Ti capisco perfettamente, Arrabbiata (non ti preoccupare a scrivere il tuo nome). Sono un ingegnere meccanico che a sette mesi dalla laurea non ha trovato ancora lavoro (e il mio titolo di studio dovrebbe essere il più spendibile d’Italia!). Ho lavorato a progetto, mi hanno proposto stage GRATUITI, e sono equiparato a tutti gli effetti a un perito meccanico appena uscito dalle superiori. D’altro canto le aziende, effettivamente molto tassate sulle assunzioni, usano i contratti che permettono loro degli sgravi fiscali.
Tralasciando però quest’argomento fuori contesto, di cui parlerò in un post in seguito, gli immigrati ai quali mi riferivo sono SOLTANTO QUELLE NUMEROSE BRAVE PERSONE che vengono qui a cercare lavoro. Concordo con te sul fatto che vi sono molti delinquenti, tuttavia sono molto inferiori di numero rispetto alla maggior parte, che fa meno notizia.
Vi sono numerosi stranieri che hanno aperto piccole aziende. Molti Africani possiedono cantieri edili regolari, senza lavoratori in nero, perché hanno dovuto sperimentare sulla loro pelle tutti i rischi che comporta il lavoro irregolare.
Gli extracomunitari ai quali ti riferisci quando parli di “sporco giro” esistono eccome. E diciamo pure che fanno soprattutto parte del crimine organizzato: mafia russa, mafia albanese, spacciatori africani. Giri del genere sono gestiti da gruppi non numerosi ma senza scrupoli.
Concludo dicendo che hai ragione a dire che quelli come te e me fanno parte del mondo degli esclusi, tuttavia abbiamo ancora dei diritti che molte persone non hanno in quanto abbandonate dallo Stato sotto ogni punto di vista. Quest’atteggiamento, unito a quello diffidente a priori di noi Italiani verso gli stranieri, aumentano il rischio di spingere alla criminalità. Questo intendevo dire.
Grazie per il commento: mi hai dato uno spunto per parlare in futuro in un post del crimine organizzato straniero in Italia.
Comment di Diomedes — 14-11-2005 @ 11:40 GMT
hhhhh
Comment di Amici — 15-11-2005 @ 22:12 GMT
Questo articolo è molto toccante e sono molto felice per quelli che pensano in modo cosi toccante a questo problema che alcuni preferiscono fare finta di non vederlo. La situazione in cui si trova la Francia oggi non è un caso; è frutto di una disperazione totale di tanti umani che sono stati vittime di quello che posso chiamare ‘bugia’. A cosa serve dare il diritto di nazionalità a qualcuno che non vedrai mai come uno di voi? È una fregatura totale dato che sappiamo tutti che alcuni paesi non ammettono la doppia nazionalità. Dove vuoi che qualcuno nato e cresciuto in Francia vada quando le “neghi tutti i diritti”? E penso che quello che si vive oggi in Francia presto o tardi si vivrà negli altri Paesi occidentali. I Paesi poveri lo sono perchè quelli occidentali li hanno derubati di tutte le risorse per poter svilupparsi. Se oggi si hanno così tanti stranieri dei Paesi poveri è perché da loro non hanno piu una porta d’uscita. La loro speranza quando abbandonano i loro paesi è solo per andare a cercare qualcosa per poter sfamarsi. Alcuni di loro diventano cattivi solo perché tutte le porte vengono chiuse a loro, non possono fare niente perché non li danno la possibilità di farlo, li vengono negati tutti i diritti. La sola cosa che trovano possibile di fare è di mettersi fuori legge per poter sopravivere con tutte le conseguenze che sappiamo tutti. Credo che dobbiamo sempre mettere in testa che noi tutti siamo di passaggio sulla Terra e capire che avremo sempre bisogno dell’altro (di qualunque essere vivente) per poter andare avanti nella vita. Dobbiamo sempre proterggerci l’uno l’altro dato che ognuno di noi fa parte integrante della vita e abbiamo tutti il diritto di vivere.
Comment di Camerun — 16-11-2005 @ 0:01 GMT
capite solo quello che vi fanno vedere i media …
Comment di fede — 30-11-2005 @ 19:57 GMT
A dire il vero io guardo molto poco la TV e noto sempre questa cerchi di fare disinformazione. Per questo motivo mi affido a Internet e cerco sempre fonti attendibili. Senza contare che io ho vissuto molto vicino a extracomunitari di molti Paesi differenti. Ho una certa esperienza, ormai.
E se dessi credito all TV, sarei semplicemente un razzista, dato che i tg parlano degli extracomunitari solo quando commettono crimini.
Comment di Cristian Palmas — 30-11-2005 @ 20:03 GMT