Diritto di Coscienza

14-11-2005 @ 23:54

Le bombe degli USA in Iraq: prologo

Categoria: Informazione, Esteri

Stasera i telegiornali hanno riportato la notizia di sit-in di protesta all’ambasciata statunitense a Roma per la vicenda dei bombardamenti di Fallujah e per la smentita dell’impiego di fosforo bianco come arma di offesa, sia da parte degli USA sia da parte del nostro governo - in realtà quest’ultimo è stato più cauto, ha sollevato solo alcuni dubbi sull’autenticità del video di Fallujah.
Girando in città, ho sentito molti parlare con orrore di quel video, manifestando un generale senso di smarrimento di fronte alla possibilità che gli USA abbiano avuto la spietatezza e la disumanità di sterminare sistematicamente la popolazione di una città straniera, di un Paese straniero di cui si sono autoproclamati difensori.

Tutti ormai sanno più o meno cosa sia la bomba MK77: una specie di napalm con aggiunta polistirene e di un forte elemento ossidante. Il napalm è un prodotto realizzato dalla Dow Chemicals Inc., è stato adoperato in Vietnam e i civili scampati se lo potevano togliere di dosso per evitare di morire carbonizzati. Aggiungendo l’effetto del polistirene (detto anche polistirolo), il napalm rimane attaccato alle persone; però non è ancora perfetto, perché l’acqua può spegnerlo. Perciò, per creare l’arma perfetta, serve un altro ingrediente: un agente ossidante. In tal modo la ricetta è pronta, perché brucia tutto quello che contiene molecole di acqua, come gli esseri viventi. Gli chef della sempre filantropica Dow Chemical hanno colpito ancora (per inciso è la stessa multinazionale che ha creato l’Agente Orange e il DDT ed è stata responsabile del disastro di Bhopal).

Il Centro-Sinistra ha chiesto al governo cosa sapesse dell’impiego di queste armi di distruzione di massa e cosa intendesse fare per prendere le distanze dall’accaduto. Gli USA hanno categoricamente smentito il loro impiego come armi offensive, o meglio, hanno detto che l’impiego del fosforo serve come tracciante per illuminare i bersagli, così come ci avevano già detto nel 2000.
Sono stati pubblicati alcuni documenti che comproverebbero le dichiarazioni degli USA e dunque smentirebbero il servizio di Sigfrido Ranucci. Potete leggere su Macchianera.net le traduzioni di alcuni di questi, dove però in realtà si spiega non solo la possibilità di un impiego a scopo incendiario ma anche l’inquinamento che il fosforo bianco provoca. Oltre al canonico uso come illuminante.
Tuttavia, la disinformazione vuole sottolineare soltanto quest’ultimo aspetto.
Nonostante l’ostruzionismo dei telegiornali che hanno volutamente eclissato l’episodio, la gente ha saputo del video attraverso Internet; non potendo evitare di parlarne, per non essere tacciati di censura, quasi tutti i telegiornali hanno montato servizi giornalistici al riguardo casualmente con una certa inclinazione alla cautela. In altre parole, dopo la smentita-diffida dell’ambasciata USA e i sospetti basati sul nulla da parte del governo italiano, si è avviata la seconda fase della disinformazione: la minimizzazione. Una delle poche pagine di giornalismo autentico è stata l’intervista di Fabio Fazio a Giuliana Sgrena a Che tempo che fa, domenica sera. Già lo speciale di Primo piano aveva proposto il video incriminato-incriminante, ma il conduttore sembrava, come dire, cauto.
Nell’articolo sopra citato di Macchianera.net si riportano commenti tratti dal Foglio, in cui si parla sprezzantemente di quelle immagini. RightNation riporta un’enormità di link di blog americani nati per screditare l’inchiesta di Rainews. Quando si alza un muro così imponente di accorate smentite, quando non siano aperte accuse di faziosità politica o, peggio, di falsità, vuol dire che si cerca sempre di coprire con l’invettiva l’obiettività dei fatti. Una tecnica oratoria ampiamente assodata.
Ma per non cadere nello stesso tranello, di accusare senza prove, confiniamo questa sensazione nell’universo dei sospetti.
Riassumiamo prima di proseguire.
Rainews24 trasmette il video su un presunto crimine contro l’umanità e di guerra, secondo le risoluzioni ONU di cui si parlerà in seguito. I telegiornali non divulgano la notizia e gli USA non parlano. Come mai?
Dopo qualche giorno il tam tam fa trapelare la notizia. Subito parte la smentita, quasi un’intimidazione, degli Stati Uniti. Dopo, nel giro di 3-4 giorni, fioccano commenti e blog che smentiscono, screditano, calunniano il video. Perché tutto questo impegno? Un impegno anche piuttosto inutile, dato che sulla rivista militare - dunque parlano degli esperti - Field Artillery si afferma che il fosforo bianco (amichevolmente chiamato Willy Pete) era già stato impiegato con successo come arma incendiaria in alcune missioni militari, denominate Shake ‘n’ Bake, cioè scuoti e cuoci. I militari statunitensi hanno un modo tutto loro di rendere simpatica la guerra.

Questa sera le due maggiori trasmissioni di approfondimento giornalistico si stanno occupando di Annamaria Franzoni (Porta a porta) e delle proteste contro le grandi opere (Matrix). Eppure sembra chiaro che il caso nazionale sia capire se i nostri più potenti alleati siano o no criminali di guerra e noi loro complici. Questa tecnica di disinformazione si può definire come deviazione dell’attenzione.

Tornando alle bombe al fosforo, da parte degli Americani conviene spegnere molto presto le polemiche. I motivi sono semplici e obiettivi.
Primo: questi ordigni sono impiegati da quando è iniziata la guerra in Iraq; le persone con un minimo di curiosità mista a preoccupazione potrebbero chiedersi quante Fallujah ci siano state in questi cinque anni. Soprattutto sapendo che lo scorso giugno la deputata laburista Alice Mahon si dimise perché il ministero della difesa britannica non ha mai dato credito alle sue segnalazioni sull’impiego di un napalm modificato.
Secondo: le fonti primarie di informazione sono non solo le immagini di cadaveri carbonizzati in modo innaturale, ma anche testimoni in prima linea, come gli abitanti di Fallujah e i soldati che hanno combattuto in quelle missioni e che hanno dovuto bonificare le abitazioni ancora in piedi dal fosforo.
Terzo: è venuta a galla la notizia che un anno prima di Fallujah, nel 2003, anche Erbil subì la stessa sorte.
Quarto: qualcuno potrebbe ricordarsi che anche le bombe all’uranio impoverito (DUP) sono vietate da una risoluzione dell’ONU del 29 agosto 1996 che le considera “armi nucleari”; tuttavia, gli USA hanno impiegato i DUP a decine di migliaia nei Balcani (ne parla anche Report), in Afghanistan e in Iraq - qui addirittura sull’acquedotto di Baghdad intenzionalmente.
Quinto: Internet ha scoperto i blog, ed è più veloce che mai. Servono moltissimi blog da parte della Casa Bianca per creare una comunità consensuale.

Cominciano a formarsi dunque tanti dubbi. I fatti incriminati si moltiplicano come una colonia di batteri. Le conclusioni da trarre sono immediate relativamente a un certo tipo di politica populistica e demagogica secondo la quale, come recita la canzone di Edoardo Bennato, Arrivano i Buoni, “Noi siamo i Buoni perciò abbiamo sempre ragione”. Si comincia anche a capire l’ostilità degli Stati Uniti nei confronti dell’istituzione di un tribunale internazionale per i crimini di guerra, nei confronti del quale vogliono l’immunità totale. Se uno non ha niente da nascondere, non va a dire: “non potete processarmi perché non riconosco il vostro tribunale”.

Inizia dunque con questo post una serie di articoli che riguarderanno un periodo che va dalla guerra Iraq-Iran fino a oggi. Articoli che forse non potranno affrontare la questione con la dovuta profondità, però tracceranno una serie di fatti sui quali riflettere. Articoli che indicheranno anche fonti per eventuali approfondimenti personali da parte dei lettori.
Lo scopo è provare a dare una risposta alla quale tutti noi abbiamo diritto, per esercitare il nostro diritto di coscienza: una risposta alla domanda: “Siamo complici di criminali di guerra senza precedenti?

Aggiornamento 30-11-2005
Le bombe al fosforo possono essere impiegate sia come incendiarie che come oscuranti. In quest’ultimo caso creano una nube di pentossido di fosforo, ogni molecola del quale assorbe 6 molecole d’acqua, formando acido pirofosforico. Se la concentrazione del pentossido è notevole, gli esseri umani colpiti dalla nube muoiono per una disidratazione fortissima che provoca effetti simili alla carbonizzazione. In ogni caso la bomba al fosforo non è l’MK-77. Quest’ultima è una bomba incendiaria simile, però più efficace, del napalm. Uno degli elementi presenti nell’MK-77 è anche un forte ossidante, in modo che l’acqua non possa estinguere il fuoco provocato dalla miscela incendiaria. Non ho ancora trovato notizie su quale sia questo elemento ossidante, sebbene il candidato più probabile sia il fosforo. Tengo a precisare che questa è solo una supposizione, in quanto il fosforo è forse l’elemento più reattivo tra gli elementi chimici ed è un’ossidante terribile.


2 Commenti »

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  1. Caro Cristian, lo sò avrei potuto parlartene di persona, visto che ormai ci conosciamo da un’anno, ma approfitto del tuo spazio libero per condividere alcune mie idee con i tuoi amici del blog. Ho sempre pensato che in Italia da un pò di tempo non ci sia più vera informazione, ed in questi giorni ne ho avuto piena conferma. Quello che è accaduto a Fallujah, mi ha sconvolto ed indignato nello stesso tempo.Guccini in una sua canzone dice, “Mi chiedo come possa l’uomo uccidere un suo fratello, eppure sono a milioni in polvere qui nel vento”; io mi chiedo e ti chiedo come l’essere umano possa compiere tali atrocità. Non capisco! Hanno montato ad arte una guerra con la scusante delle armi di distruzione di massa e poi loro stessi usano contro la popolazione civile inerme, armi chimiche(MK-77)bandite dai trattati internazionali. E’ orripilante. Ma la cosa che mi fa più indignare come libero pensatore di questo paese, è che nonostante queste tremende notizie documentate magistralmente da rainews24, i giornalisti e i loro editori non le hanno ritenute degne di nota. I tg e le trasmissioni nazionali hanno fatto e continuano a fare orecchie da mercante, ad esclusione di “Che tempo che fa”, e si sono occupati di cose ben più importanti come il figlio di Totti, il virus dei polli o di Bonolis che lascia il programma serie A. E Fallujah?
    E le migliaia di persone finite sotto la pioggia assassina dell’MK-77? E le altre centinaia di migliaia di donne, di uomini e bambini assassinati dai famosi missili intelligenti? Siccome tu parli di coscienza, ma quale livello di coscienza potranno mai avere questi signori dell’informazione che si atteggiano a star televisive e propongono televisione demenziale e offensiva alla nostra intelligenza? Sono tutti nella busta paga del potere e non fanno altro che leggere notiziole che il Regime mediatico impone loro. Nel caso di Fallujah hanno ucciso quelle persone per la seconda volta, perchè nascondendo la verità hanno sottratto loro il diritto di indignarsi e ribellarsi, le hanno tolto la possibilità di chiamare quel gruppo di politicanti professionisti con il nome che meritano, cioè assassini. Io propongo allora di batterli con il nostro sapere, la nostra voglia di verità, le nostre idee, perchè le idee hanno una grande forza di propagazione: si muovono, colpiscono, prolificano. Come dice il professor Kitting nel film “L’attimo fuggente”, le idee e le parole possono cambiare il mondo!!!!

    Comment di Ernesto — 17-11-2005 @ 23:23 GMT

  2. Le idee possono cambiare il mondo è vero. Ma bisogna spesso passare anche ai fatti, come i 700 davanti all’ambasciata americana hanno fatto. Erano 700 soltanto, ma quella manifestazione ha attirato l’attenzione del governo iraqeno e il ministro per i diritti umani iraqeno ha avviato un’inchiesta su Fallujah.
    Quelle persone dovrebbero sentirsi orgogliose.

    Comment di Diomedes — 17-11-2005 @ 23:34 GMT

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