Come scrivere un post
Lo stile di scrittura è sempre fondamentale nella comunicazione. Il blog non fa eccezione. Scrivere un post (articolo) in un blog comporta determinati accorgimenti che non fanno parte dello stile delle produzioni cartacee. E dato che nel mio precedente post, per motivi di spazio e di comprensibilità, non ho discusso sul come comunicare attraverso il blog, credo sia giunto il momento di trattarne.
Saper comunicare non vuole significare semplicemente scrivere bene - il quale è un concetto prettamente soggettivo- quanto piuttosto farsi comprendere dal proprio pubblico, instaurare un dialogo (reale o virtuale) con esso e dimostrare di aver compreso il punto di vista dell’interlocutore. Le parole sono importanti. Ma anche il modo in cui sono proferite ha importanza: in certi casi ha molta più rilevanza quest’ultimo aspetto. Per esempio, se una persona scrive in modo assolutamente corretto, forbito e raffinato, potrebbe comunque risultare incomprensibile. Se invece fosse anche comprensibile, le sue opere si adatterebbero a un pubblico molto colto - di cui nemmeno io faccio parte! Oppure potrebbero piacere a persone che amano gustare la musicalità della prosa piuttosto che il significato contenuto nel testo - non sono così poche, soprattutto in quest’epoca in cui la filosofia più in voga è “apparire che non essere“.
Di conseguenza, dopo aver capito a quali interlocutori ci si vuole rivolgere, bisogna rendere loro comprensibile il messaggio che vogliamo mandare. In seconda battuta, quando qualcuno di loro vuole ribattere esprimendo le proprie idee sul messaggio - dato che stiamo trattando della comunicazione sui blog, prima o poi ciò accadrà- ci si deve sforzare di ascoltarlo, comprenderlo e capire chi si ha di fronte: non ci si può dichiarare buoni comunicatori solo perché si è molto convincenti a parole; bisogna comprendere che tipo di individuo sia, come la pensa, il suo modo di esprimersi. Infine, rispondere ai commenti dimostrando di aver percepito il messaggio di ritorno. Ricordatevene ogni volta che scrivete. Mai scrivere un pezzo velocemente senza tenere a mente il vostro interlocutore di riferimento.
Lo scopo della comunicazione è la ricezione di un messaggio. Il modo in cui ciò avvenga è solo una questione di stile: l’importante è che sia compreso. Questo è il motivo per cui non importa se uno è un grandissimo scrittore o parla solo il dialetto. Provate a pensare alla vostra quotidianità. Ogni giorno noi interagiamo con diverse persone, ognuna delle quali ha un diverso livello di istruzione, un differente bagaglio di vocaboli. Molte volte queste persone sono incomprensibili, per carità; ma a parte loro, comunque noi riusciamo a capire il messaggio delle altre. E quante di queste parlano correttamente l’Italiano?
Stabilito che si può anche scrivere scorrettamente purché ci si faccia comprendere, passiamo a trattare dello stile.
Ognuno ha un proprio stile. Se non ce l’ha, deve coltivarlo. Esattamente come un atleta si allena costantemente per mantenere un ottimo livello di forma e per migliorare le sue prestazioni; così un blogger deve leggere molti libri, se già non lo fa, soprattutto romanzi - ma veri romanzi, nell’accezione del termine di Milan Kundera. Così può incrementare il suo repertorio linguistico e osservare vari stili di scrittura. Dopo aver studiato, però, bisogna passare alla pratica: l’esercizio più semplice e proficuo a mio parere è scrivere su un quaderno le proprie sensazioni e opinioni su argomenti che ci interessano. In tal modo riusciamo a vedere come scriviamo, se il messaggio è chiaro o meno, e se il nostro stile ci piace.
Perché è importante lo stile? Perché lo stile racconta lo scrittore. Se qualcuno copia pari pari la prosa di Manzoni, sarà solo un Manzoni finto, un emulo copione e non originale che verrà disprezzato. Man mano che si scrive, invece, lo stile matura, diventa unico, originale, e si modella fino a identificare chiaramente la personalità dell’autore.
Non voglio affermare che bisogna essere originali per forza, accattivare il lettore con ogni espediente come fanno gli autori di romanzi polizieschi. L’originalità viene da sé attraverso la sincerità intellettuale con noi stessi. In parole povere, se noi mentiamo a noi stessi, fingendo di essere gli scrittori e i pensatori che non siamo, ciò che scriviamo risentirà di questa bugia, saprà di falso, non sarà né originale né profondo; se, al contrario, giudichiamo severamente ciò che produciamo e abbiamo la saggezza di dire: “Ho scritto una porcheria, lo rifaccio daccapo!”, allora siamo sulla buona strada per diventare bravi scrittori.
Finora ho trattato le questioni di fondo, i principi fondamentali della comunicazione scritta. Ora vediamo di applicarle al caso particolare del blog.
Innanzitutto, il web non è un libro né una rivista. Qualcuno potrebbe sarcasticamente ribattere: “Ammazza oh! Sei un genio!…” ma tengo a ribadirlo perché molta gente dice di afferrare il concetto e poi vedo su Internet dei siti raccapriccianti.
In un libro vi sono i rientri dei paragrafi per migliorare la leggibilità. Sul blog - ma questo vale per ogni sito- è meglio invece separare i paragrafi con una riga vuota e non fare mai i rientri. Il motivo è dovuto allo schermo, il quale affatica molto più velocemente della classica lettura la vista, perciò è meglio scrivere brevi paragrafi, separarli con una riga e scrivere in grassetto parole o concetti chiave - così il lettore non è psicologicamente frustrato dalla compattezza del testo e grazie alle dovute evidenziature può procedere più velocemente nella lettura. Devo ammettere che non sempre faccio una cosa del genere nei miei articoli…
Seconda cosa importante, relativamente all’affaticamento, i caratteri devono essere leggibili e adatti allo schermo. I caratteri da usare sul web sono Verdana, Arial, Helvetica e font della stessa famiglia. Il Time new roman no!…
Per la grandezza dei caratteri bisogna considerare il caso specifico: in un menu possono essere anche piccoli purché leggibili; nel corpo dei post invece devono essere grandi. Per capire se lo sono abbastanza fate la prova voi stessi, leggete quello che avete scritto e chiedetevi se fate fatica con la vista. La spaziatura tra le parole non deve essere troppo compatta. Sul mio blog per esempio è leggermente più ampia del normale per favorire la lettura.
I colori sono importanti - però qui sconfiniamo un po’ nel web design… Diciamo che devono intonarsi ai colori del sito, per coerenza grafica, ma dal punto di vista della leggibilità, devono spiccare e non dare fastidio. Non fatemi i caratteri arancioni su sfondo blu! Vi vengo a cercare a casa, altrimenti!… E nemmeno scritte gialle su sfondo bianco!…
A proposito di bianco, il contrasto migliore possibile, dunque a favore della leggibilità, è carattere nero su sfondo bianco (il viceversa funziona ma secondo me è leggermente affaticante, perché si leggono caratteri molto luminosi). Però uno sfondo bianco potrebbe alla lunga affaticare - lo so per esperienza vissuta ore e ore su Internet!… Un trucchetto semplice consiste nello scurire il bianco, rendendolo un colore tipo pastello leggerissimo sul giallo o verde o celeste (o anche rosa, fate voi).
Concludiamo con una questione un po’ dibattuta, e che io ho la presunzione di aver risolto: la lunghezza degli articoli.
La maggior parte dei blogger, anche dei professionisti, afferma che i post devono essere brevi, altrimenti il lettore si annoia e cambia sito; altri dicono che i post possono anche essere lunghi quanto si vuole perché, chi visita il blog, vuole comunicare, è intenzionato a instaurare un dialogo, perciò non dirà mai: “Ma quanto parla questo!”
Personalmente, io non mi preoccupo mai della lunghezza dei miei post. E non sono così ingenuo da credere che un visitatore, seppur interessato, non cambierà sito finché non ha letto tutti gli articoli di suo interesse. Se uno comincia a leggere un post e si annoia vuol dire che non è un lettore adatto a questo blog. Non consideratela permalosità: io scrivo con uno scopo, per lanciare un messaggio a determinati lettori. Questi sono persone come me che cercano notizie vere, non censurate, oppure opinioni simili alle loro. Se un pubblico ha veramente interesse su un argomento, la sua attenzione durerà sino alla fine - purché la trattazione non sia pesante. Per esempio, chi legge quest’articolo può anche scrivere un commento per criticarmi e dirmi che sono stato troppo prolisso oppure che sono stato troppo pesante nell’esposizione. Se sono in molti a dirlo, cercherò di migliorare scrivendo in modo più sintetico. È un ottimo sistema per migliorare il mio stile.
In conclusione, siate voi stessi mentre scrivete, perché la gente apprezza la sincerità intellettuale e sarete credibili. Favorite la leggibilità del vostro blog, leggete voi stessi i vostri articoli e chiedetevi sempre se sono troppo lunghi per i vostri gusti, se si fa fatica a leggerli, se sono oscuri oppure comprensibili, e se sono interessanti. E quando editate un post pensate anche ai motori di ricerca. Pensate a quali potrebbero essere le parole chiave del vostro argomento, mettetele sia nel testo dell’estratto per l’RSS feeder (il lettore di sommari degli articoli sul web) sia nei primi 250 caratteri del vostro articolo, possibilmente anche nel titolo…
….
L’avrò fatto anch’io?…


Ehm, per coloro che hanno già letto l’articolo, ho delle scuse da farvi. Solo ora, rivedendo il pezzo, mi sono accorto di refusi che non avrei dovuto fare. A mia parziale scusante adduco dei motivi urgenti che mi hanno imposto di scrivere molto alla svelta. Ma non è una scusante accettabile, perché la credibilità dei post di divulgazione come i miei è dovuta anche al rispetto di regole grammaticali. Cercherò di non commettere un errore del genere in futuro.
Comment di Cristian Palmas — 20-11-2005 @ 0:33 GMT
Con il passo del tempo
Ogni tanto qualcuno ci spiega come scrivere su internet. Leggendo qui il contadino ha tolto il “text-indent:1cm” dal CSS che faceva rientrare ogni paragrafo. Ma non metter mai cos tanto in grassetto come Beppe Grillo….
Trackback di VogliadiTerra — 21-11-2005 @ 21:37 GMT
Francamente non riesco a capire lo scopo del tuo post.
Era una critica, forse?
Nel caso fosse una critica, sarei ben lieto di sapere cosa non approvi, così se mi convinci seguirò il tuo consiglio.
Per quanto riguarda i CSS, non ho mai avuto il text-indent nel testo. Per il web non credo sia molto utile, sebbene posso capire che qualcuno lo voglia impiegare per ottenere un effetto simile a quello dei libri stampati. Inoltre il grassetto è utile per chi legge, per evidenziare i concetti fondamentali…
Forse ho capito cosa intendevi dire: ho visto il tuo blog…
Comment di Cristian Palmas — 21-11-2005 @ 22:00 GMT