Diritto di Coscienza

08-12-2005 @ 10:31

La guerra ai No-TAV

Lo Stato ha dichiarato guerra ai No-TAV. Non ufficialmente ma ufficiosamente: come dire, in teoria no ma in pratica sì.
Le prove di questa dichiarazione sono ormai tante e voglio soltanto segnalarle, per l’approfondimento delle quali rimando ad altri.


In ogni guerra che si rispetti serve sia un’offensiva armata sia l’operato dei servizi segreti. L’arma militare serve per usare fisicamente la forza per sconfiggere il nemico; i servizi segreti, invece, devono favorire il braccio armato con l’appoggio sia attraverso la fornitura di informazioni sia attraverso un’opera di controinformazione nel senso negativo del termine. La controinformazione nello spionaggio, infatti, consiste nel diffondere notizie false o manipolate per scatenare la ribellione dei locali a favore proprio o demoralizzare l’avversario oppure per depistarlo da eventuali manovre militari.

Cosa c’entra tutto ciò con la TAV? Esponiamo i fatti, poi ognuno giudicherà da sé.
Il progetto della TAV è una delle più grandi opere del mondo: vi sono decine di miliardi di euro in ballo, soprattutto per la Rocksoil, l’azienda della moglie di Pietro Lunardi - essendo di sua moglie non c’è conflitto di interessi con la sua carica di Ministro delle Infrastrutture, come no! Lunardi è un ministro che il 22 agosto 2001 aveva dichiarato che «bisogna convivere con la mafia». Nulla da meravigliarsi, dunque, se un giorno si scoprirà che la TAV ha fatto da mega serbatoio per il riciclaggio di denaro malavitoso - già per il ponte di Messina sono state segnalate infiltrazioni del crimine organizzato.
Nulla da meravigliarsi, dunque, se il governo vuole assolutamente aprire i cantieri prima delle elezioni: vi sono parlamentari di molti partiti che ci guadagnano economicamente (non solo Lunardi), di conseguenza sono tutti pro-TAV (Fassino? Prodi?…); i mafiosi, probabilmente, ci guadagnano, in quanto sono sempre presenti dove vi sono grandi opere e perché hanno fortissimi legami con il parlamento (un giorno ne parlerò); il governo ci guadagna in prestigio e in favori.
Nulla da meravigliarsi, in conclusione, se Lunardi ha detto: “Si mettano il cuore in pace [i No-TAV]. La TAV si farà.” Cosa ci si può aspettare da un uomo che vuole sempre costruire autostrade e tunnel dove non c’è un vero “pregio ambientale”?

Agli Italiani, in generale, non interessa molto se si farà o meno questa grande opera. Ma i Valsusini non vogliono. Perché?
La lista dei motivi del NO è sul sito dei No-TAV. Riassumendo, esiste già una linea ferroviaria sottoutilizzata che potrebbe essere potenziata con dei costi 15 volte inferiori; i tunnel della TAV passerebbero attraverso montagne piene di uranio e amianto, da stoccare non si sa dove e con rischi spaventosi per la salute; l’ambiente sarà devastato da centinaia di tonnellate di cemento. Report e Diario ne hanno parlato molto dettagliatamente.
I No-TAV hanno cercato il dialogo per 15 anni almeno ma ogni governo si è sempre rifiutato di assecondare le richieste degli abitanti che rischiavano la loro salute. Però i TG parlano diffusamente delle loro proteste soltanto ora, ora che hanno deciso di bloccare i lavori con la loro presenza, pacificamente. Ecco la loro dichiarazione di guerra al governo attuale: la protesta per salvaguardare la propria salute.

Così il governo scatena il suo braccio armato: i poliziotti aggredivano alle 3:30 del mattino i manifestanti che dormivano. Una manovra intimidatoria, in stile dittatoriale.
Così il governo scatena i suoi agenti della controinformazione (nel senso negativo): i telegiornali, le trasmissioni di approfondimento giornalistico, Report verrà trasmesso solo dopo le elezioni (un caso?); Ballarò ieri sera è stato uno spettacolo indegno, vi erano solo politici di entrambi gli schieramenti, i quali si sono promessi reciproco appoggio per la TAV ma in studio non vi era nessuno degli esperti che avrebbero potuto affermare, dati alla mano: “La TAV sarà un disastro economico-ambientale per l’Italia!
Così in TV - sempre più, ormai, strumento di condizionamento mentale- si sentono affermazioni false di ogni tipo per screditare delle legittime proteste contro un comportamento antidemocratico del governo. Sarebbe troppo lungo indicarle tutte ma vorrei citare l’esempio subdolamente sottile del TG1 di ieri sera.
L’apertura è stata con il titolo È allarme antagonisti. Con antagonisti, secondo il comunicato di Pisanu - il quale ha avuto la faccia tosta di negare la carica notturna dei poliziotti, nonostante le prove filmate-, si intende l’insieme di estremisti di sinistra, i quali hanno protestato violentemente a Milano e Torino con la scusa di essere No-TAV. Il Ministro degli Interni ha aggiunto che c’è il forte rischio di violenze a catena con la scusa della TAV. Nel servizio filmato si sono viste immagini di manifestanti alternate ad atti di vandalismo. Nel comunicato si è anche specificato che il piano di questi estremisti «non ha nulla a che spartire con la protesta pacifica della valle»; ma al TG1 non è stato riportato questo brano del testo.
L’associazione visiva spesso è molto più forte e suggestiva di quella vocale: inconsciamente, molte persone associeranno i No-TAV a delinquenti. A proposito di delinquenti, se la protesta dei Valsusini è pacifica perché Pisanu ha acconsentito allo squadrismo dei poliziotti? Forse il nostro democratico parlamentare crede di essere Ministro delle Attività Repressive.

Ma non è finita! Tornando al TG1, il servizio successivo riguardava le polemiche tra maggioranza e opposizione sull’uso della forza. Bene, il giornalista del servizio a un certo punto parla delle obiezioni della Sinistra antagonista e si vedono le immagini di Rutelli che commenta negativamente le azioni del governo contro i Valsusini. Soffermiamoci sulle parole.
Nel primo servizio si lancia l’allarme sugli Antagonisti. La gente si chiede: e chi sono? Il servizio spiega che sono estremisti, dunque gente pericolosa e tendente al terrorismo. Lo spettatore passivo incamera l’informazione così com’è. Poi, nel secondo servizio, si parla di Sinistra antagonista e si vede Rutelli: l’associazione concettuale diventa quindi Antagonisti-Centrosinistra-Terroristi.
Troppo sottile? Paranoico? Vedo complotti dappertutto? Non sono uno psicologo, tuttavia ho imparato a conoscere abbastanza bene i meccanismi con cui ragiona la gente comune. E il problema non è solo il ragionamento, altrimenti non vi sarebbero preoccupazioni: l’inconscio incamera a nostra insaputa informazioni che alla lunga ci possono rendere prevenuti.

Questi sono soltanto alcuni dei molteplici sistemi per fare disinformazione. Vi sono studi apposta su come manipolare efficacemente la popolazione a parole e con la TV. Tecniche che servono anche, in tal caso, ad associare manifestanti pacifici a terroristi. Poi vi sono anche i semplici e banali mezzucci, tuttavia sempre efficaci per chi non è informato: Angelo Panebianco sul Corriere di oggi impiega la tecnica fanciullesca della falsificazione della verità per affermare che “I locali, spalleggiati dal Gotha dell’estremismo nazionale, dicono no alla Tav, punto e basta.” I Valsusini non sono contro l’Alta Velocità, sono contro l’attuale progetto. E continua parlando di “boicottaggi illegali”, “rivoltosi” (termine impiegato per i casseurs di Parigi, ricordate?), “occupazioni di autostrade, ferrovie, eccetera, come se non fossero manifestazioni di illegalità”; già il titolo del suo pezzo, Il copione dell’illegalità, la dice lunga sul suo giornalismo. Meno male che sulla stessa testata qualcuno espone dei dubbi legittimi sulla grande opera.

Tutta quest’attività di disinformazione mirata a screditare i No-TAV fa ulteriormente comodo al governo tuttora in carica. Infatti, manifestazioni estremiste di Sinistra sarebbero una manna sia per associare la Sinistra al terrorismo, alla dittatura e alla delinquenza, sia per dimostrare le proprie capacità di governo nel sedare le sommosse. Basta pagare qualche delinquente per infiltrarsi tra manifestanti pacifici oppure stuzzicare le frange estremiste della politica.
Il Ministro delle Attività Repressive Pisanu conosce bene questi stratagemmi: ha studiato durante il G8 di Genova.

Aggiornamento delle 12:30
Sul sito dei No-TAV si segnalano manganellate contro i manifestanti da parte di un cordone doppio di poliziotti. Il corteo di protesta si stava dirigendo da Susa a Venaus per aggiungersi ai già presenti No-TAV. È stato bloccato con la forza dai tutori dell’ordine a colpi di lacrimogeni e manganelli. Il timore è che i nuovi 30 mila manifestanti si uniscano ai Valsusini e si riprendano nuovamente le aree sgomberate l’altra notte con un agguato. Il Ministro delle Proprie Infrastrutture Lunardi sarà contento.
A quanto pare lo Stato fa confusione tra ordine e repressione. Visto che il governo e il nostro Ministro delle Attività Repressive amano tanto la sicurezza pubblica, perché non spediscono lo stesso numero di poliziotti impiegati contro i No-TAV nei paesini siciliani, calabresi, pugliesi e campani per catturare i latitanti boss della malavita organizzata? Perché non impiegano questo rigore contro l’anti-Stato per eccellenza, la mafia e la ‘ndrangheta? Forse perché in realtà sono queste due lo Stato? Il sospetto è davvero molto forte.

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2 Commenti »

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  1. Ciao Cristian, è da parecchi giorni che sto cercando di chiarirmi le idee a tal punto dallo scrivere anch’io sull’argomento (anche se in parte l’ho già fatto qualche settimana fa). Presto risponderò a questo tuo post, come sempre preciso e dettagliato, direttamente sul mio blog, ma dammi ancora qualche giorno perchè vorrei essere certo di spiegarmi nel modo meno equivocabile possibile.

    Comment di robi — 08-12-2005 @ 15:52 GMT

  2. Ognuno deve prendersi il tempo che gli serve. Puoi anche rispondere con un trackback, forse è più comodo.

    Comment di Cristian Palmas — 08-12-2005 @ 15:56 GMT

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