Diritto di Coscienza

19-12-2005 @ 17:37

Raduno Nazionale Meet-up

Mi alzo presto, il 17 dicembre. Non so ancora se andrò in auto o in treno a Torino. So solo che converrebbe l’auto: da Parma a Torino, via Milano Centrale, sono tutti Intercity e per un biglietto andata e ritorno sono circa 45€ di spesa. In quattro in una macchina si spenderebbe sicuramente meno. Devo incontrarmi alle 8:10 con l’organizzatore del meet-up di Beppe Grillo di Parma, Michele Morini. Infatti, dal 6 dicembre sono anch’io un membro di questo gruppo - sebbene non abbia mai incontrato gli altri- e insieme a Morini, Alex e Davide rappresenteremo Parma al raduno nazionale.


Accendo il mio portatile e mi scarico la posta. Sono le 7:20. Compare un’e-mail del giorno prima di Michele Morini che mi dice che andremo in auto. Nonostante fossi rimasto collegato a Internet tutto il giorno, l’e-mail mi è arrivata solo 24 ore dopo. Andiamo bene!…
Nel frattempo che aspetto l’ora X, navigo in Internet con il sottofondo di un documentario di RaiTre su Galileo Galilei, durante il quale si spiega che il fisico non fu perseguitato subito per le sue teorie contrarie al Cristianesimo ma solo quando la Storia rese necessaria l’eliminazione di qualunque possibile contraddizione alla fede cristiana nel periodo delle campagne dei Turchi contro l’Europa. La fede era infatti l’unico mezzo per mantenere unita e speranzosa una popolazione. Il cinismo della Storia…
Finito il documentario comincia TV Talk, un programma di critica televisiva settimanale, in cui si analizzano seriamente i programmi della settimana e si commentano con esperti, studenti di comunicazione e personaggi televisivi.
Galileo e TV Talk di sabato dalle 7:00 alle 9:00: la cultura deve svegliarsi presto al mattino; mentre l’ignobiltà umana dei reality è a tutte le ore!

Alle 8:00 esco di casa per incontrare Morini. La mattina di Parma è pessima: umidità opprimente, temperatura intorno allo zero, foschia densa - al punto che le goccie, piccolissime, danzano nell’aria. Il mio raffreddore, dovuto alla sinusite, comincia a perseguitarmi peggio della notte scorsa.
Alle 8:10, puntuale, arriva e ci presentiamo. Abbiamo la stessa età, 29 anni. Cominciamo a chiacchierare.

Cristian Palmas (CP): Perché hai voluto fondare un meet-up di Grillo a Parma?
Michele Morini (MM) [laconico]: Per passare all’azione.
CP: Ho visto su Internet che sei l’organizzatore anche di altri meet-up.
MM: Il software di gestione dei meet-up permette di gestire più gruppi sulla rete, poi per gli incontri con le persone ci si organizza autonomamente. Si possono anche fare riunioni tra più gruppi. Avevo intenzione di fare un raduno congiunto tra quello di Parma e quello di La Spezia.
CP: E il raduno nazionale dei meet-up cos’è?
MM: È un incontro a porte chiuse con tutti i meet-up di Beppe Grillo d’Italia. Ogni gruppo è rappresentato da massimo cinque membri e parla delle iniziative che sta portando avanti o di progetti da realizzare. Insomma, atti concreti. Infine si discute anche sulle iniziative a livello nazionale, come Parlamento Pulito.
CP: Fare l’organizzatore richiede un certo impegno. Che lavoro fai?
MM: Lavoro nell’e-commerce. Lavoro indipendente da casa. Gestisco autonomamente il mio orario di lavoro.
CP: Qual’è l’età media del meet-up di Parma?
MM: 30 anni.
CP: Quanti hanno meno di 25 anni?
MM: Circa uno su quattro, al massimo. La presenza femminile è inferiore a quella maschile.

Alle 8:40 incontriamo appena fuori Parma Alex Mallozzi, assistente organizzatore del gruppo. Scrive sul sito Alicenonlosa.it e sul suo blog, Stanco di questa Italia.
CP: Quando hai fondato il sito Alicenonlosa.it?
Alex Mallozzi (AM): Nel 2002. Ma ho avuto solo l’idea, poi in gruppo abbiamo sviluppato il sito come luogo di informazione.
Mentre ascoltiamo per radio un reportage sullo sfruttamento degli operai in Cina, raggiungiamo Fidenza per incontrare Davide, colui che ci porterà in automobile a Torino.

Durante il tragitto da Fidenza a Torino parliamo di tante cose - notizie, informazione, scherzando un po’ anche su complotti del tipo X-Files- e scopro subito alcuni elementi in comune con quei ragazzi ancora sconosciuti: la volontà di essere informati e di comunicare agli altri le proprie conoscenze; la capacità di ragionare con la propria testa e il desiderio di agire sul serio per migliorare la nostra società; la genuinità e la semplicità d’animo. Sono forse queste caratteristiche che ci hanno fatto confluire nel meet-up.
Ma che cos’è il meet-up di Beppe Grillo? È un gruppo di persone che, sponsorizzate da lui e in sua vece, portano avanti iniziative per migliorare la nostra società. Esistono meet-up di Grillo in tutto il mondo: come numero di membri, il suo è il quarto del pianeta. Il meet-up di Parma ha circa 65 membri.
In sintesi, tutti questi gruppi, sia localmente che a livello nazionale, portano avanti le battaglie che il comico-divulgatore genovese ha iniziato e condotto da anni: in economia, in politica, nell’ambiente, nelle politiche sociali ed energetiche, nella medicina…
Non solo. I vari gruppi possono proseguire con iniziative completamente autonome - sempre che si rifacciano a una direttiva in linea con il meet-up nazionale. Il raduno di tutti i meet-up italiani è quindi un luogo dove si fa il punto della situazione riguardo le iniziative e l’organizzazione dei vari meet-up locali. Per l’importanza della manifestazione dei No-TAV, Grillo ha addirittura anticipato di un mese la data di questo raduno, facendola coincidere con la protesta al fine di coinvolgere i suoi volontari e sensibilizzare anche gli Italiani che non abitano in Piemonte sui problemi del progetto di queste cosiddette Grandi Opere. Infatti, per me, la manifestazione No-TAV è molto importante.

Alle 11:30 arriviamo a Torino. Il traffico è allucinante, forse (de)merito sia dei lavori per le Olimpiadi che per il mercato. In compenso il cielo è azzurro, l’umidità bassa e vi sono ben 14°C. Penso al clima siberiano che c’era a Parma. Il mio raffreddore migliora.
Per trovare il teatro Valdocco abbiamo dovuto fare il giro dell’oca - non so se è colpa del navigatore satellitare o nostra perché non lo sappiamo usare. Arrivati a destinazione con largo anticipo, andiamo a mangiarci una pizza, poi di corsa di nuovo al teatro. Entrando vediamo che vi sono circa 200 persone, dai giovani ai meno giovani. Si parla, si scambiano saluti per quelli che già si conoscono, si scambiano dati, documenti, informazioni e battute.
Beppe Grillo è sul palco del teatro a sistemare le presentazioni selezionate per questo raduno nazionale con il suo staff. Alcuni meet-uper - scusate il neologismo, inglese per giunta- lo riprendono con fotocamere e videocamere.
Le discussioni cominciano alle 14. Beppe fa un’introduzione sul movimento dei meet-up. Con il suo stile peculiare ha in seguito introdotto l’attualità nel discorso, parlando di Fazio e lamentandosi che ora tutti vogliono che il governatore si dimetta ma che «quando abbiamo lanciato l’iniziativa Fazio vattene! nessuno ci ha cagato!»; poi, dopo qualche consiglio su come far conoscere i meet-up durante il suo tour, è iniziato il giro di presentazioni proprio con l’ospite, Torino.

I ragazzi di Torino cominciano con un benvenuto e parlano del G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale) e del consumo alternativo all’acqua minerale in bottiglia - indicano anche un sito al riguardo, Alcatraz.it

Subito dopo è il turno del meet-up di Milano, molto attivo. Parlano dell’iniziativa per salvare Bosco di Gioia dalla cementificazione selvaggia che vuole grattacieli dappertutto a Milano. Danno anche alcuni consigli preziosi sull’impiego della cartellonistica - perché l’Italiano medio si fa ancora condizionare molto dai cartelloni- e di fare più incontri fisici che non a livello virtuale per discutere di problemi e soluzioni. Concludono consigliando di fare attenzione a come riconoscere manifesti abusivi e propongono di incollare su questi una copia della legge sull’affissione abusiva, in modo da indurre i colpevoli a ritirarli.

Anche il gruppo di Roma è molto attivo. La loro attività punta sulla comunicazione dell’informazione attraverso il Vivaio dei Grilli parlanti, un laboratorio che insegna a comprendere la distinzione tra Informazione e Disinformazione, e allo stesso tempo informa il cittadino.
Altre iniziative proposte sono Adotta un Procura - finanziamento delle Procure per quanto riguarda la cancelleria, visti i tagli alle quali sono soggette-, Veglia Funebre davanti al Parlamento in completo silenzio e con tanto di cero - il funerale della democrazia- e infine due mongolfiere davanti al Parlmento con scritto “Tieni d’occhio i tuoi dipendenti”
Complessivamente, questo meet-up mi è parso il più simpatico e attivo, e le loro iniziative mi piacciono molto. Concludono segnalando che il boss della camorra Di Lauro si è appellato alla Cirami per far spostare il processo: un altro esempio di scelleratezza di una legge ad personam!

Il meet-up di Vicenza espone la sua lotta per ottenere la possibilità nel loro comune di indire referendum di tipo propositivo, abrogativo e abrogativo-propositivo al posto dell’attuale e sola forma di referendum consultivo - ossia ha solo valenza indicativa e il sindaco poi può decidere ugualmente come vuole: non serve a niente.

Il piccolo gruppetto di Napoli - che si è fatto centinaia di chilometri per parlare a tutta la nazione!- ha avviato una lotta veramente dura che ha tutta la mia solidarietà: contro la privatizzazione dell’acqua, perché il timore è che, dopo la gestione di essa, si passi al suo possesso. Non è una paura insensata. Mi ricordo cosa ha fatto la Bechtel quando ha privatizzato l’acqua a Cochabamba: era addirittura vietato raccogliere l’acqua piovana perché era di proprietà della Bechtel. Criminali!
Purtroppo hanno di fronte poteri molto forti, e serve loro l’appoggio di noi tutti; anche perché la loro è anche la nostra lotta, nulla vietando che la stessa situazione si verifichi nelle altre città italiane.

Dopo il meet-up di Bologna, con la sua articolata proposta del G.A.S., il gruppo di Palermo e Catania affronta il tema della manipolazione linguistica con l’iniziativa Bispensiero, rifacentesi al romanzo di Orwell 1984; e della lotta alla mafia attraverso la pubblicità sul documentario La mafia è bianca e l’iniziativa Addio pizzo - si cerca di convincere la gente a non pagare il pizzo e ad acquistare nei negozi che aderiscono all’operazione. Infine concludono con la protesta ovvia del No-Ponte, altra grande opera del… Beh, ci siamo capiti!…

I ragazzi di Verona discutono di come la loro città abbia la maglia nera per l’inquinamento e la Pianura Padana sia la più inquinata d’Europa. Anche loro vogliono boicottare una grande opera, l’autostrada Serenissima.

L’ultimo meet-up a parlare è quello che raggruppa Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone. Consigliano di pensare ad iniziative locali perché a quelle nazionali ci deve pensare Beppe Grillo, parlano di spesa consapevole e di soluzioni ecologiche per la mobilità urbana - soluzioni che dipendono sempre dalla città in cui dovrebbero essere adottate.

Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, alle 16:00 ci muoviamo tutti verso il corteo No-TAV, già partito da Porta Susa. Il nostro gruppo di Parma deve però rientrare a casa per problemi logistici.
Io che ero venuto a Torino soprattutto per la TAV, faccio merenda con il mio fegato per un’oretta, vistosamente ingrossato per il disappunto.
Il traffico poi è agghiacciante! Tutta Torino intasata e due incidenti nell’arco di dieci minuti. E come se non bastasse passiamo davanti a un cartellone con un Berlusconi che se la ride di gusto e lo slogan: “Italia oggi: forte in Europa, rispettata nel mondo.”
Siamo talmente forti che l’Europa sta collezionando censure, richiami e ammonizioni contro di noi riguardo le banche, le imprese, la produttività, il rapporto deficit-PIL e il mancato utilizzo dei fondi europei. Ho dimenticato qualcosa? Spero di sì, poiché già solo quello che ho detto ci dovrebbe far vergognare.
Siamo talmente rispettati nel mondo che perfino Bush prende in giro il nostro Presidente del Consiglio - ed è il suo alleato più fedele.
Anch’io avevo un alleato fedele, quando ero piccolo. Non ho potuto tenerlo perché la casa era piccola, il giardino era condominiale e quindi l’abbiamo dovuto regalare a un amico di famiglia. Era anche lui di razza bastarda - non l’amico, l’alleato fedele- e non ero mai riuscito a insegnargli a non cagare sul pavimento della mia stanza.

Arrivo a Parma verso le 20. Il raffreddore mi piomba con un intasamento nasale acuto: odio il clima di Parma.
La luna piena è giallo triste: anche lei non ha potuto partecipare alla manifestazione!
A parte ciò, ho potuto vedere come questi meet-up non siano dei fan club di Beppe Grillo, nei quali si celebrino le messe su di lui, come qualcuno potrebbe credere; piuttosto sono gruppi di persone che, oltre a lamentarsi di questa Italia, cercano di cambiarla passando all’azione; compiono il lavoro divulgativo-organizzativo del comico genovese a livello locale e combattono per instaurare la democrazia in Italia.
Ma è meglio non dirlo troppo forte, altrimenti il nostro alleato fedele Bush si propone di esportarla a modo suo. E non ha neppure la museruola!

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