Politicamente corretto
Io odio la locuzione “politicamente corretto“.
Praticamente significa che, secondo questa filosofia - sarebbe meglio dire ipocrisia- bisognerebbe sempre smorzare i toni delle accuse, al massimo alludere in modo sottile e velato, mai essere espliciti. Come fanno i mafiosi, insomma.
Infatti la politica è l’arte del compromesso, e per qualcuno ciò significa compromesso a tutti i costi e nonostante tutto: è il politicamente corretto: ogni politico nasconde o potrebbe nascondere in futuro degli scheletri nell’armadio, così è meglio non essere troppo veementi nell’invettiva per evitare di essere ripagati con la stessa moneta.
All’insegna del politicamente corretto, per esempio, diversi esponenti di vari partiti hanno dichiarato che le dimissioni di Fazio sono state un atto di serietà istituzionale, di integrità politico-morale, perché ha permesso di risollevare i titoli delle banche.
Serietà istituzionale? Costui è stato intercettato al telefono mentre si metteva d’accordo con coloro sui quali avrebbe dovuto vigilare, ed è una persona seria e affidabile? A quanto pare la moralità è un’opinione.
All’insegna del politicamente corretto si parla di comunicazione politica. Il politicamente corretto paga bene, gli estremismi non molto, a quanto dicono gli esperti. O meglio, non semplifichiamo troppo. Il tipo di comunicazione va adattato al periodo in corso. Nel 2001 i toni veementi pagavano, perché erano visti dagli Italiani come sinonimo di forza di carattere e determinazione - poveri ingenui: la maggior parte non sa distinguere la boria dalla vera forza- ma oggi le cose sono cambiate; i toni aspri sono visti come esempi di estremismo. E ciò vale perfino quando non si dovrebbe mai parlare, per motivi etici, di compromesso: uno di questi casi è quando si parla di legalità. Sulla legalità non dovrebbero esserci mai compromessi, neppure dialettici.
Invece non si può dire a un politico che è colluso con la mafia o lo è stato: non è politicamente corretto.
La legalità non è un valore primario in Italia. Avere successo è considerato il massimo, indipendentemente da come lo si ottenga.
Non si può dire in TV che Berlusconi, Andreotti, Dell’Utri sono stati collusi con la mafia: ti espellerebbero dalla TV, non ti farebbero più lavorare, e chissà cos’altro. Non si può raccontare agli Italiani il perché all’estero siamo chiamati ladri e mafiosi. Un manifesto di Forza Italia recita: “Italia oggi: forte in Europa, rispettata nel mondo”. Io aggiungerei “dei sogni!” Questi politicanti si permettono di prenderci in giro con questi slogan idioti e noi non siamo politicamente corretti se li accusiamo di essere ladri.
Sulla linea della tutela della legalità e della trasparenza cosa ha fatto il governo per affrontare la Tangentopoli N? Ha deciso di approvare la legge sul risparmio con tre voti di fiducia, in modo tale da escludere il dibattito in Parlamento: complimenti per la trasparenza e la democrazia.
Perché il voto - anzi, peggio: i tre voti- di fiducia? Poiché all’interno del provvedimento c’è anche una nuova depenalizzazione del reato - già ampiamente depenalizzato- di falso in bilancio. Invece di cercare di tutelare i risparmiatori e i lavoratori, si tutelano i criminali; perché tutti comprendono perfettamente che il falso in bilancio è un crimine gravissimo: si commette al fine di derubare una società di ingenti somme di capitali, perciò si arriva anche a chiuderla per bancarotta, a licenziare tutti i lavoratori, a danneggiare i risparmiatori se l’azienda in questione è una S.p.A. e il mercato borsistico - in quanto il danno di immagine per l’Italia spingerebbe gli stranieri a non investire nel nostro Paese.
Questo è un nuovo indizio - oserei dire una prova- ulteriore di come i politici siano strettamente collusi con questi delinquenti finanziari. E peggiorano la nostra immagine all’estero, già pessima, con una nuova legge ad hoc per favorirli.
Tutto ciò non si può dire, però, altrimenti si è tacciati di “demagogia” oppure di non essere politicamente corretti: secondo questi mestieranti politici, infatti, si dovrebbe parlare di garantismo, non di protezione dei criminali.
Ecco perché odio il politicamente corretto, perché la correttezza deve essere considerata nei confronti degli elettori, i quali invece sono plagiati da immagini televisive patinate e da sinonimi minimizzanti come garantismo.
Ma si sa, in politica come nella mafia, la gente deve sapere meno possibile… Altrimenti non è politicamente corretto.
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