Diritto di Coscienza

23-12-2005 @ 18:32

Conflitto d’interessi per Berlusconi

Berlusconi finalmente è accusato di avere un conflitto di interessi per il digitale terrestre (DTT). La procedura di infrazione nei confronti dell’Italia era stata a tal proposito avviata dall’UE, ma era caduta nel vuoto. Ora indaga l’Antitrust, su segnalazione di esponenti dell’Unione. L’autorità - secondo la nota- «nella riunione del 22 dicembre 2005, ha deliberato l’apertura di un procedimento ai sensi dell articolo 3 della legge sul conflitto di interessi. Il procedimento riguarda il Presidente del Consiglio e punta a verificare quanto segnalato da alcuni parlamentari circa l’eventuale sussistenza di una situazione di conflitto di interessi nell’ambito degli stanziamenti stabiliti dalla legge Finanziaria a favore dell’acquisto di decoder televisivi.»

Infatti è assodato che il fratello del Presidente, Paolo, controlla un’azienda coinvolta nella vendita dei decoder. Dunque c’è poco da indagare - sebbene il portavoce di Silvio Berlusconi afferma: «Siamo sicuri che in quella sede sarà dimostrata tutta l’inesistenza del conflitto di interessi e tutta l’inconsistenza dell’addebito.»
Lo stesso premier ribatte alle accuse con le stesse parole, aggiungendo che non ne sapeva nulla, e il fratello Paolo giustifica: «È una questione ridicola, che si spiega soltanto con la malafede di chi vuole strumentalizzare dati inoppugnabili. (…) I decoder rappresentano una parte minima del fatturato della società, pari al 3% e addirittura meno del 2% del fatturato globale del mercato dei decoder.»
Riassumendo, il fratello del Presidente del Consiglio afferma che il problema è ridicolo in quanto la fetta di mercato ottenuta è molto piccola. Insomma, ne fa una questione di quantità.
Tuttavia, la legge sul conflitto di interessi (n.215 del 22 luglio 2004), in particolare l’art. 3 in base al quale è stata avviata l’indagine, afferma che il titolare di cariche di governo non può omettere un atto dovuto oppure partecipare all’adozione o alla proposta di un provvedimento i quali abbiano come effetto quello di favorire il patrimonio proprio, di un coniuge o di un parente fino al secondo grado. Di conseguenza, non dipende dall’ammontare dei guadagni ottenuti.

Tralasciando le polemiche sul fatto che il provvedimento sia ristretto al massimo ai parenti di secondo grado e che lasci comunque molto adito al nepotismo per chi non ricopre funzioni governative; il punto della questione è che si provvede ora a far rispettare la suddetta legge quando vi sono state ben altre gravissime violazioni della stessa, l’esempio più lampante dei quali è proprio Silvio Berlusconi, mentre il più recente è stato offerto da Lunardi, la cui moglie è presidente della Rocksoil, azienda costruttrice della tratta Torino-Lione della TAV.

Nonostante molti Paesi occidentali più civili di noi affrontino seriamente la questione del conflitto di interessi, perché prima di essere un problema politico è un problema etico; nonostante sia appurato ed evidente che il controllo dei media è pressoché in mano a un’unica persona - Silvio Berlusconi-; nonostante siano state approvate leggi che favoriscono le sue società: nonostante tutto, il premier ha la poca intelligenza di negare sempre, in prima battuta («Il conflitto di interessi è una bufala»), poi di fare il paternalista che considera le persone come degli idioti («Non ho nessun conflitto di interesse perché non ho mai fatto nulla e mai lo farò per avvantaggiare la mia azienda») e, infine, di minimizzare sul significato del concetto. In sintesi ha negato tutto fino a quando la gente non ha protestato per l’evidenza dei fatti, e a tal punto ha cercato altre vie per giustificarsi, facendo infuriare ancora di più gli Italiani per essere maggiormente presi in giro da colui che li governa.

Berlusconi ha sempre difeso le assicurazioni anche quando queste sono state accusate di accordi per alzare i prezzi dei premi - lui possiede la Mediolanum Assicurazioni- e difeso l’operato delle banche, anche se i conti correnti costano fino a quattro volte più di quelli europei - possiede la banca Mediolanum.

Il caso più eclatante è quello delle televisioni, lo sanno tutti; nonostante lui affermi che tutta la TV, perfino i suoi TG, sia contro di lui - il vittimismo è una tecnica oratoria tipica della demagogia, per mostrarsi alle persone come vittime di un regime o di forze occulte che complottano contro la propria persona.
Mediaset è nelle sue mani e i suoi TG sono molto parziali - il TG4 ha tutte le caratteristiche del notiziario propagandistico di regime: provate ad ascoltare un notiziario fascista e confrontatelo con lo spettacolo del giornalaio Fede, e noterete molte analogie; non parlo di apologia del fascismo, ma di analogie formali nell’esposizione distorta dei fatti.
La RAI è sempre sotto il controllo politico di chi governa - in tal caso il Centro-Destra- ed è per questo motivo che sono stati esiliati dalla TV Sabina Guzzanti, Michele Santoro, Marco Travaglio, Enzo Biagi e Daniele Luttazzi, calpestando i diritti sanciti dall’art. 21 della nostra Costituzione e dall’art. 19 della Carta dei Diritti. Nonostante questi provvedimenti repressivi il Centro-Destra si ostina a dichiararsi una forza moderata e in difesa della libertà, mentre allo stesso tempo si dichiara sempre a favore della guerra e criminalizza i magistrati, sottoponendoli a vero e proprio terrorismo psicologico. I fatti sono l’antitesi delle parole.

L’informazione è libera in Italia? Risposta di Reporter Senza Frontiere e di Freedom House - guarda caso significa proprio Casa della Libertà!-: solo parzialmente, a causa del provvedimento della legge Gasparri, la quale aumenta la possibilità di accumulare media e spazi pubblicitari prima vietati per scongiurare problemi di dittatura mediatica. L’aggravante è che questa liberalizzazione è solo fittizia in quanto i concorrenti possibili sono solo tre (RAI, Mediaset, SportItalia) a causa dei costi elevatissimi. E molti si sono dimenticati che il varo di questa legge è avvenuto soltanto per evitare che Rete 4 andasse sul satellite, in quanto aveva perso una gara d’appalto in favore di Europa7. Quest’ultima, nonostante ciò, si è vista sempre rifiutare dal governo Berlusconi la licenza radiotelevisiva per trasmettere, affinché Rete4 non fosse chiusa: per quanto visto sopra, è un conflitto di interessi bello e buono. Tutto contro la legge!

L’informazione è libera in Italia? Risposta mia: molto parzialmente: grazie a Internet una persona può andare a cercarsi le notizie vere sul web; tuttavia, perfino le testate giornalistiche on-line così come le edizioni cartacee manifestano un buon grado di disinformazione. Infatti sono ben altri i siti di approfondimento giornalistico: Diario, Nuovi Mondi Media, Disinformazione.info, Beppegrillo.it, e così via.
La stampa classica, cioé i giornali, spesso protegge i partiti che la finanziano. Per i giornali di Sinistra la parzialità è però non sfacciata, nel senso che vi sono numerosi articoli di vera inchiesta oltre a quelli che fanno propaganda invece di giornalismo; invece mi rammarica molto vedere come i giornali di Destra facciano soprattutto propaganda e molto raramente giornalismo - uno dei pochi casi interessanti di giornalismo è stato, recentemente, l’articolo de’ Il giornale sugli aumenti indiscriminati di spesa delle nuove amministrazioni regionali di Centro-Sinistra, sebbene non sia stato approfondito il tema con la dovuta professionalità (i senatori DS Salvi e Villone hanno scritto un libro al riguardo, Il prezzo della democrazia).
Questo tipo di giornali sono stati spesso impiegati per attaccare la magistratura che indagava, a ragione, sui collegamenti mafia-politica, imprenditoria-mafia, imprenditoria-politica. Sono stati utilizati come instrumentum regni (strumento di governo).
Come si fa a pensare di attaccare un organo fondamentale per mantenere la giustizia in uno Stato? Come si può osare insultare coloro che sono anche morti per difendere la legalità del Paese? Come si fa a dire che i giudici dovrebbero essere sottoposti al controllo politico quando, per essere imparziali, dovrebbero invece essere svincolati da esso? Come si fa a parlare di difesa della legalità dopo tutto questo?
C’è una sola risposta: chi accusa ha la coscienza sporca dei delinquenti: solitamente questa gentaglia è garantista.

I TG della RAI sono notiziari propagandistici un po’ più seri del TG4, dunque più pericolosi. Soprattutto il TG1 è all’insegna della propaganda: oggi ha liquidato in due parole la questione gravissima del conflitto di interessi; sarebbe troppo lungo elencare quanti altri episodi di censure e distorsioni si siano verificati in passato (ho già scritto riguardo a un esempio).

La possibilità di affrontare la questione c’era già stata sotto il governo D’Alema, all’epoca delle Riforme. Fu proprio il diessino che rifiutò di risolverla come favore politico a Berlusconi, per stemperare gli animi attorno al tavolo della Bicamerale. Fu un errore gravissimo dal punto di vista politico: fu un atto di favoreggiamento dal punto di vista civile: D’Alema ha compiuto il cosiddetto inciucio, come ampiamente documentato nel libro di Travaglio e Gomez, L’inciucio, ossia un accordo per poter continuare entrambi a spartirsi il potere in Italia. Ecco perché suona ipocrita da parte di certa Sinistra parlare di questioni morali.

Mi rendo conto che dal conflitto di interessi sono passato alla libertà di espressione ma le vicende sono strettamente collegate. Con il potere mediatico in mano una persona può utilizzarlo a proprio favore ed estromettere i detrattori. Questa è la fondamentale motivazione per cui nei Paesi civili combattono veramente il conflitto di interessi mentre noi Italiani la vediamo come una normalissima e quasi fortunata occasione di incrementare il volume degli affari: la nostra mentalità è portata a fregare le persone. Come i sociopatici.
Per mantenere il potere attraverso quello mediatico la gente non deve pensare con la propria testa, altrimente si rende conto delle idiozie che sono riportare dalla stampa e dalla TV. Così le voci della verità sono ostacolate in tutti i modi.
Citizen Berlusconi è un documentario della PBS sul conflitto di interessi del nostro Presidente del Consiglio: è stato censurato.
Viva Zapatero! è un inno alla satira che è stata brutalmente epurata dalla TV: è stato censurato, così come una trasmissione televisiva di Sabina, Raiot.

Il premier, concludendo, vuole mantenere il più possibile questo strapotere per riuscire a governare per altri cinque anni. Per farlo, deve fare in modo di non risolvere il suo conflitto di interessi. E gli Italiani lo accontenteranno.

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