Il WTO è illegale
Il WTO è illegale. Ad affermarlo è l’autorevole associazione Project Censored, la quale è costituita da giornalisti, studenti di giornalismo, professori e ricercatori universitari ed esperti in vari campi, che scrivono anno per anno le 25 notizie più censurate negli Stati Uniti. Tra di essi, per esempio, si evidenzia la collaborazione anche di Noam Chomsky.
Il loro intento è encomiabile: l’unico modo per rendere liberi i cittadini è informarli sulla verità dei fatti; solo con la consapevolezza del mondo che ruota loro attorno potranno effettivamente vivere in democrazia.
La notizia sull’illegalità del WTO (World Trade Organization, cioé Organizzazione mondiale del commercio, Omc) in realtà è vecchia (2001), però credo che ben pochi Italiani ne siano a conoscenza. Probabilmente perché l’Italia è uno dei nuovi membri. Ma andiamo con ordine.
L’articolo in questione (ripreso da due ricercatori universitari dall’ articolo di Michel Chossudovsky, Seattle and Beyond: The Illegality of the WTO) spiega come né la stampa corporativa né la maggior parte dei 1200 gruppi circa di oppositori provenienti da 85 Paesi abbiano mai segnalato che il WTO è un’istituzione illegale.
Infatti, il documento tecnico firmato nel 1994 in Marocco non solo è stato discusso a porte chiuse e senza alcuna possibilità di intervento dei cittadini ma gli stessi capi delegazione non erano al corrente di tutti gli statuti in esso contenuti.
Inoltre l’accordo non è mai stato formalizzato da timbri o ratificazioni dai governi nazionali, mentre, allo stesso tempo, per essere membri del WTO, bisogna accettare senza eccezione tutte le regole imposte. Come si può consapevolmente accettare tutte le regole se non si conoscono tutte le regole?
Cosa comporta tutto ciò? Comporta la creazione di un organismo che si può permettere di imporre leggi e azioni indipendenti e addirittura contrarie al diritto internazionale; come se non bastasse, permette di essere al di sopra delle leggi delle singole nazioni. Secondo il WTO, per esempio, uno Stato è condannabile a un risarcimento danni nei confronti di una multinazionale se esso ne impedisce la vendita di prodotti sul suo territorio. Viene in sostanza calpestata la sovranità nazionale a favore non già di un organismo internazionale come l’ONU ma a favore degli interessi spregiudicati delle corporazioni.
La situazione attuale non è molto diversa da quella del 2001. Non sono al corrente di una formalizzazione degli accordi - e la presunzione del WTO, nonché l’effettiva messa in opera delle sue regole, mi fanno presumere che tale procedura burocratica sia stata ritenuta inutile e una perdita di tempo.
L’UE ha stabilito che se uno Stato membro ritiene che gli Ogm costituiscano un rischio per la salute - e molte ricerche lo confermano, sebbene non siano sponsorizzate e siano denigrate- allora può impedirne la commercializzazione. Questo accadeva il 9 settembre del 2003, nonostante a gennaio dello stesso anno George W. Bush avesse intimato all’UE di ritirare il divieto e gli ostacoli alla distribuzione degli Ogm, pena la denuncia al WTO.
Recentemente, nell’ottobre scorso, gli USA avevano dichiarato di essere disposti a tagliare i sussidi all’agricoltura secondo le direttive del WTO - chiunque abbia la testa e l’impieghi anche per ragionare comprende perfettamente che questo significa annientare le piccole economie locali a favore delle multinazionali; guarda caso le stesse che partecipano al WTO…
Come può essere attendibile il giudizio di un organismo che rappresenta gli interessi economici delle multinazionali? Queste sono società notoriamente dedite ad attività criminali - la minore delle quali è la violazione delle leggi sulla concorrenza e l’antitrust, probabilmente- il cui unico scopo è guadagnare indipendentemente dai danni che possono creare a cose e persone.
Siamo sicuri che anteporre il WTO alle decisioni della Corte di Giustizia europea e alle nostri leggi nazionali sia davvero una cosa utile e vantaggiosa per la nostra società?
Dato che siamo membri del WTO, evidentemente qualcuno crede di sì.
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