Diritto di Coscienza

26-02-2006 @ 00:11

Reporter Senza Frontiere

Categoria: Informazione, Esteri

Reporter without borders (reporter senza frontiere) è «un’associazione di giornalisti ufficialmente riconosciuti come al servizio del pubblico interesse», come viene spiegato nella pagina di presentazione del loro sito.
Il lavoro di questi veri giornalisti consiste nel cercare di ripristinare la libertà di informazione laddove venga soppressa e dove i giornalisti siano perseguitati.

Nel sito si possono trovare numerose informazioni anche sullo stato di libertà di stampa dei vari Paesi. Nella classifica dei Paesi con più libertà di espressione del mondo per il 2005 risulta che l’Italia è al 42° posto, dietro il Costa Rica ma davanti agli Stati Uniti (44° posto).
La giustificazione di tale classifica è dovuta, nel caso degli Stati Uniti, a vari tentativi di reprimere la libertà di stampa tramite l’arresto, come nel caso di Judith Miller. Inoltre, i media americani sono in mano a 6 multinazionali: nonostante il pregevole lavoro di emittenti come PBS e di giornalisti come quelli di Project Censored, Democracy Now!, Corp Watch e tanti altri, l’informazione è duramente vessata dai finanziatori (multinazionali come la Monsanto), i quali pretendono che non si parli dei casi in cui essi sono coinvolti, fino ad arrivare all’imposizione di licenziamenti e di querele milionarie.
Un caso emblematico è quello in cui due giornalisti della Fox (di Rupert Murdoch), dopo aver realizzato un’inchiesta su un ormone bovino prodotto dalla Monsanto, rGBH, furono prima consigliati di modificare il loro servizio, poi - dato il loro rifiuto- furono licenziati. Dal loro servizio risultava che l’ormone procurava la mastite nelle mucche, cosicché il pus prodotto a causa dell’infezione finiva nel loro latte.
Nonostante ciò, il governo statunitense lo aveva approvato, senza adeguati test.
Come mai furono licenziati? Indovinate… La Monsanto era uno dei maggiori finanziatori della Fox!

E in Italia? Vi sono prove evidenti del problema dell’informazione. Nonostante ciò che afferma Berlusconi (la Sinistra e i Comunisti posseggono tutta l’informazione) è proprio lui il dittatore dei media. Lui è il Grande Fratello di 1984, ancora in embrione fortunatamente. Lui ha imposto l’epurazione di Biagi, il più grande giornalista italiano vivente! Lui ha nominato le varie authority di controllo - e si lamenta della loro obiettività quando sono costrette per forza di cose a toccare il suo impero mediatico-finanziario; se fosse meno sfacciato nel violare le stesse leggi da lui create, non le costringerebbe a intervenire per salvare le apparenze…

Purtroppo da noi non c’è ancora un Project Censored… O forse no?

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2 Commenti »

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  1. il bello è che in quella classifica siamo 42° anche perché c’è il finanziamento pubblico ai giornali, il che include tutti gli organi di partito dal secolo al manifesto, e nessuno che si sogni di abolirlo, porco diavolo..

    Comment di gabriele — 27-02-2006 @ 18:39 GMT

  2. Sai Gabriele,

    non sono contrario al finanziamento pubblico dei giornali: le testate a bassa tiratura rimangono in piedi grazie a essi. Sicuramente sono d’accordo con te sul fatto che non se li meritano di certo i giornali nazionali politicizzati o schiavi dei finanziatori e degli inserzionisti.

    L’ideale sarebbe il sistema che applica la PBS americana: il sistema delle donazioni. La TV americana si finanzia con la vendita dei suoi prodotti ma anche con le donazioni spontanee delle persone e degli enti che si vogliono informare seriamente sugli avvenimenti.

    Sarebbe un segno di grande civiltà se lo facessimo anche qua con la tv pubblica e i giornali. Tuttavia, noi non abbiamo la mentalità per farlo, siamo un popolo troppo avido.
    Per questo motivo, per ora, il finanziamento pubblico è necessario per le testate più deboli.
    Dovrebbero però fare una legge che li tagli a chi è già finanziato dai partiti…

    Comment di Cristian Palmas — 27-02-2006 @ 18:56 GMT

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