Ieri sera Speciale Tg1 - definito “rubrica di approfondimento giornalistico”, ma non approfondisce mai nulla- si è occupato del caso Wanna Marchi, imputata di aver truffato e rovinato decine di persone fino ad accumulare circa 30 milioni di euri illecitamente.
Il servizio ha presentato le dichiarazioni vittimistiche e denigratorie delle due imputate, madre e figlia (Stefania Nobile). Le due non si sono limitate a discolparsi ma hanno lanciato accuse alle vittime di voler guadagnare soldi denunciando il buon nome di Wanna Marchi.
La pretestuosità degli slogan e delle affermazioni megalomani (”Da quando Wanna Marchi non vende più prodotti dietetici gli Italiani sono più grassi”) è stata contrastata da una breve apparizione di un super testimone che ha parlato per meno di due minuti. Insomma, se questo è giornalismo, io sono un nobel della letteratura: la figura di Wanna Marchi è stata presentata come una vittima dell’avidità dei suoi ex clienti che volevano recuperare illecitamente i soldi spesi lecitamente.
Gli atti processuali e le prove raccontano tutt’altra storia. Nonostante ciò, questa sera la stessa trasmissione - per una sorta di par condicio- ha mandato in onda un servizio sulle dichiarazioni di alcune vittime dell’imputata… la quale è comunque comparsa come intermezzo alle dichiarazioni, nella versione piangente della sua dichiarazione spontanea.
Perché incensare una persona che probabilmente - prove alla mano- è una criminale che ha rovinato intere famiglie? Perché questa difesa? Ha forse qualche implicazione politica tutta la faccenda?
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