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	<title>Comments on: Il termovalorizzatore non esiste</title>
	<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/</link>
	<description>Diritto di coscienza: la vera conoscenza permette all'uomo di avere una vera coscienza del mondo che lo circonda</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 08:46:24 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: Cristian Palmas</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-137</link>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 16:37:51 +0100</pubDate>
		<guid>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-137</guid>
					<description>Per seby,

sebbene in questo blog non abbia approfondito la questione della gestione complessiva dei rifiuti, ne ho comunque ampiamente trattato, dalla riduzione allo smaltimento finale.

Oltre a questo post sull'inceneritore ho scritto anche sul trattamento meccanico biologico, l'unica valida alternativa allo smaltimento tramite incenerimento o conferimento in discarica.

Per un inceneritore ci vogliono centinaia di milioni di euro e 4 anni per costruirlo, senza contare le centinaia di milioni di euro da pagare per i danni ambientali causati.

Invece, per un TMB di pari portata costa da 4 fino a 10 volte meno (se non recupera biogas) e può essere realizzato in un anno e mezzo. L'impatto ambientale è minimo 10 volte inferiore a quello degli inceneritori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per seby,</p>
	<p>sebbene in questo blog non abbia approfondito la questione della gestione complessiva dei rifiuti, ne ho comunque ampiamente trattato, dalla riduzione allo smaltimento finale.</p>
	<p>Oltre a questo post sull&#8217;inceneritore ho scritto anche sul trattamento meccanico biologico, l&#8217;unica valida alternativa allo smaltimento tramite incenerimento o conferimento in discarica.</p>
	<p>Per un inceneritore ci vogliono centinaia di milioni di euro e 4 anni per costruirlo, senza contare le centinaia di milioni di euro da pagare per i danni ambientali causati.</p>
	<p>Invece, per un TMB di pari portata costa da 4 fino a 10 volte meno (se non recupera biogas) e può essere realizzato in un anno e mezzo. L&#8217;impatto ambientale è minimo 10 volte inferiore a quello degli inceneritori.
</p>
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	<item>
		<title>by: Roby</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-136</link>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 15:19:11 +0100</pubDate>
		<guid>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-136</guid>
					<description>ma allora non ci dite dove va messa tutta la monnezza d’italia preciso si dite che sono nocive ma a parte la differenziata che non si fa , dove avete intenzione di mettere sta monnezza italiana (all’estero pagando) a parte quella campana . dateci almeno l’aternativa



si sa che mandandoli all'estero i rifiuti costano un casino per la società........allora cosa si può fare.................fare impianti a TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO
andate a vedere qualcosa su questo 'TMB'</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>ma allora non ci dite dove va messa tutta la monnezza d’italia preciso si dite che sono nocive ma a parte la differenziata che non si fa , dove avete intenzione di mettere sta monnezza italiana (all’estero pagando) a parte quella campana . dateci almeno l’aternativa</p>
	<p>si sa che mandandoli all&#8217;estero i rifiuti costano un casino per la società&#8230;&#8230;..allora cosa si può fare&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..fare impianti a TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO<br />
andate a vedere qualcosa su questo &#8216;TMB&#8217;
</p>
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	<item>
		<title>by: seby</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-135</link>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 23:07:55 +0100</pubDate>
		<guid>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-135</guid>
					<description>ma allora non ci dite dove va   messa tutta la monnezza d'italia preciso si dite che sono nocive ma a parte la differenziata che non si fa , dove avete intenzione di mettere sta monnezza italiana (all'estero pagando) a parte quella campana . dateci almeno l'aternativa .
</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>ma allora non ci dite dove va   messa tutta la monnezza d&#8217;italia preciso si dite che sono nocive ma a parte la differenziata che non si fa , dove avete intenzione di mettere sta monnezza italiana (all&#8217;estero pagando) a parte quella campana . dateci almeno l&#8217;aternativa .
</p>
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	<item>
		<title>by: Cristian Palmas</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-123</link>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 08:05:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-123</guid>
					<description>&lt;blockquote&gt;Se non si usano i termovalorizzatori, allora potremo affogare tranquillamente nella monnezza. Io voglio un po’ di corrente elettrica in più ma non voglio più le colline artificiali di monnezza che giacciono da 40 anni in tutta la Campania.&lt;/blockquote&gt;

Questo è quello che vogliono far credere coloro che vogliono arricchirsi con l'incenerimento pur sapendo di mettere a repentaglio la vita delle persone e l'economia di una Regione.
La verità è ben altra.

Per bruciare i rifiuti, gli inceneritori (non termovalorizzatori) impiegano gas metano, acqua e calce. Per  una tonnellata di rifiuti bruciati sono emesse &lt;b&gt;due tonnellate di emissioni altamente inquinanti e pericolose, più dei rifiuti indifferenziati lasciati per strada.&lt;/b&gt;

Come se non bastasse, quelle due tonnellate di fumi reagiscono con altre sostanze presenti nell'aria producendo altre pericolosissime sostanze &lt;b&gt;fino a otto tonnellate.&lt;/b&gt;
In sostanza, per 1 tonnellata di rifiuti bruciati si producono fino a otto tonnellate di inquinanti peggiori.
Non mi pare si possa dire che &quot;i rifiuti spariscono.&quot;

Inoltre, l'inquinamento delle discariche (abusive o meno) di rifiuti tal quali (non differenziati) è dovuto al percolato (liquame dovuto alla fermentazione e al compostaggio della parte organica.) e alla produzione di CO2 e di metano (sempre a causa della parte organica). Insomma, a parte ovviamente altri elementi pericolosi come il mercurio, solo la parte organica crea problemi. La plastica non da problemi in discarica, sebbene sia uno spreco.

Invece, un inceneritore disintegra (ma non fa sparire) tutto, sminuzzandolo in micro e nanoparticelle composte da miscele disparate di inquinanti, più terribili degli stessi presi singolarmente, e spargendolo su un'area di decine di chilometri, infestando campi coltivati e i polmoni della gente.

Faccio un esempio. Se io metto in discarica una bottiglia di plastica (sebbene sarebbe meglio ricirclarla.) non succede niente. Ma se io la brucio in un inceneritore, la rendo pericolosissima: produce diossina e particolato di gran lunga inferiore e letale del PM10, viene respirata dalla gente, contamina le zone coltivate e i pascoli.

Infine, oltre ai fatti sopra citati, reperibili anche dai siti dell'ARPA, che dimostrano che &lt;b&gt;gli inceneritori moltiplicano la quantità di rifiuti&lt;/b&gt;(soprattutto perché necessitano di una discarica per le scorie), va ricordato che per evitare di andare in perdita, questi impianti devono essere alimentati in continuazione con rifiuti e la raccolta differenziata non deve superare il 60%. Tutto ciò va contro la legge sia europea che italiana, che impongono per spingere sulla riduzione dei rifiuti.
Certo, nessuno la applica, praticamente, anche perché altrimenti la Campania non avrebbe tutti quei problemi. Ma gli Italiani pagano milioni e milioni di multa per la mancata applicazione delle normative: continuare ad aumentare la produzione di rifiuti per alimentare gli inceneritori aumenterà il valore delle multe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Se non si usano i termovalorizzatori, allora potremo affogare tranquillamente nella monnezza. Io voglio un po’ di corrente elettrica in più ma non voglio più le colline artificiali di monnezza che giacciono da 40 anni in tutta la Campania.</p></blockquote>
	<p>Questo è quello che vogliono far credere coloro che vogliono arricchirsi con l&#8217;incenerimento pur sapendo di mettere a repentaglio la vita delle persone e l&#8217;economia di una Regione.<br />
La verità è ben altra.</p>
	<p>Per bruciare i rifiuti, gli inceneritori (non termovalorizzatori) impiegano gas metano, acqua e calce. Per  una tonnellata di rifiuti bruciati sono emesse <b>due tonnellate di emissioni altamente inquinanti e pericolose, più dei rifiuti indifferenziati lasciati per strada.</b></p>
	<p>Come se non bastasse, quelle due tonnellate di fumi reagiscono con altre sostanze presenti nell&#8217;aria producendo altre pericolosissime sostanze <b>fino a otto tonnellate.</b><br />
In sostanza, per 1 tonnellata di rifiuti bruciati si producono fino a otto tonnellate di inquinanti peggiori.<br />
Non mi pare si possa dire che &#8220;i rifiuti spariscono.&#8221;</p>
	<p>Inoltre, l&#8217;inquinamento delle discariche (abusive o meno) di rifiuti tal quali (non differenziati) è dovuto al percolato (liquame dovuto alla fermentazione e al compostaggio della parte organica.) e alla produzione di CO2 e di metano (sempre a causa della parte organica). Insomma, a parte ovviamente altri elementi pericolosi come il mercurio, solo la parte organica crea problemi. La plastica non da problemi in discarica, sebbene sia uno spreco.</p>
	<p>Invece, un inceneritore disintegra (ma non fa sparire) tutto, sminuzzandolo in micro e nanoparticelle composte da miscele disparate di inquinanti, più terribili degli stessi presi singolarmente, e spargendolo su un&#8217;area di decine di chilometri, infestando campi coltivati e i polmoni della gente.</p>
	<p>Faccio un esempio. Se io metto in discarica una bottiglia di plastica (sebbene sarebbe meglio ricirclarla.) non succede niente. Ma se io la brucio in un inceneritore, la rendo pericolosissima: produce diossina e particolato di gran lunga inferiore e letale del PM10, viene respirata dalla gente, contamina le zone coltivate e i pascoli.</p>
	<p>Infine, oltre ai fatti sopra citati, reperibili anche dai siti dell&#8217;ARPA, che dimostrano che <b>gli inceneritori moltiplicano la quantità di rifiuti</b>(soprattutto perché necessitano di una discarica per le scorie), va ricordato che per evitare di andare in perdita, questi impianti devono essere alimentati in continuazione con rifiuti e la raccolta differenziata non deve superare il 60%. Tutto ciò va contro la legge sia europea che italiana, che impongono per spingere sulla riduzione dei rifiuti.<br />
Certo, nessuno la applica, praticamente, anche perché altrimenti la Campania non avrebbe tutti quei problemi. Ma gli Italiani pagano milioni e milioni di multa per la mancata applicazione delle normative: continuare ad aumentare la produzione di rifiuti per alimentare gli inceneritori aumenterà il valore delle multe.
</p>
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	<item>
		<title>by: Pecorone Scanio</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-122</link>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 19:59:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-122</guid>
					<description>Se non si usano i termovalorizzatori, allora potremo affogare tranquillamente nella monnezza. Io voglio un po' di corrente elettrica in più ma non voglio più le colline artificiali di monnezza che giacciono da 40 anni in tutta la Campania. </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Se non si usano i termovalorizzatori, allora potremo affogare tranquillamente nella monnezza. Io voglio un po&#8217; di corrente elettrica in più ma non voglio più le colline artificiali di monnezza che giacciono da 40 anni in tutta la Campania.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Cristian Palmas</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-120</link>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 20:21:04 +0100</pubDate>
		<guid>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-120</guid>
					<description>&lt;blockquote&gt;la lobby petrolifera impedisce lo sviluppo di ogni forma di energia che non sia quella derivante dal petrolio. alla luce di questa semplice verità ristudiate la vostra posizione sugli inceneritori.&lt;/blockquote&gt;

Sono d'accordo con la prima frase del tuo discorso; invece, la seconda mi fa pensare che tu ignori il fatto che le lobby petrolifere hanno interessi comuni agli inceneritoristi.
I certificati verdi sono degli incentivi dati a chi produce energia da fonti rinnovabili. In modo illegale, il governo italiano ha dirottato i fondi alle cosiddette &quot;fonti assimilate&quot; - locuzione inventata per frodare l'UE. Queste fonti assimilate sono: nucleare, gas naturale impiegato nella cogenerazione, scarti petroliferi e rifiuti.

Sia i petrolieri che gli inceneritoristi ottengono finanziamenti illegali per bruciare delle cose che sono tutt'altro che fonti rinnovabili. Per quanto riguarda i rifiuti in particolare, la parte che ha un potere calorifico significativo è costituita da plastica e carta, che devono essere riciclate sia per legge che per buon senso (perché il risparmio energetico è notevolmente elevato). Quindi anche i rifiuti non sono una fonte rinnovabile, e la parte che brucia è di derivazione soprattutto fossile.

Pensare che i rifiuti siano un combustibile alternativo alle fonti fossili significa dimenticare che, innanzitutto, un combustibile è una miscela chimicamente omogenea di una sostanza che, in una reazione di ossidazione (con fiamma o senza fiamma), produce energia e prodotti di combustione. I rifiuti sono tutt'altro che chimicamente omogenei: lo IARC ha identificato &quot;solo&quot; 250 sostanze diverse circa nei rifiuti, e non sono neppure tutte, perché non si sa quantificare quante siano. Inoltre i rifiuti sono composti da materiali che possono in gran parte essere recuperati e riciclati: se in passato parte della plastica veniva messa in discarica perché inutilizzabile per il riciclo, oggi è possibile riciclarla tutta al 100% perché, se non può essere utile a creare prodotti, viene trasformata in graniglia inerte (inerte davvero, non come le ceneri degli inceneritori) e impiegata come riempitivo in edilizia.

Inoltre, se si supera il 40-50% di raccolta differenziata, nonostante gli incentivi - ripeto: illegittimi- all'incenerimento, questa pratica non è più economicamente sostenibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>la lobby petrolifera impedisce lo sviluppo di ogni forma di energia che non sia quella derivante dal petrolio. alla luce di questa semplice verità ristudiate la vostra posizione sugli inceneritori.</p></blockquote>
	<p>Sono d&#8217;accordo con la prima frase del tuo discorso; invece, la seconda mi fa pensare che tu ignori il fatto che le lobby petrolifere hanno interessi comuni agli inceneritoristi.<br />
I certificati verdi sono degli incentivi dati a chi produce energia da fonti rinnovabili. In modo illegale, il governo italiano ha dirottato i fondi alle cosiddette &#8220;fonti assimilate&#8221; - locuzione inventata per frodare l&#8217;UE. Queste fonti assimilate sono: nucleare, gas naturale impiegato nella cogenerazione, scarti petroliferi e rifiuti.</p>
	<p>Sia i petrolieri che gli inceneritoristi ottengono finanziamenti illegali per bruciare delle cose che sono tutt&#8217;altro che fonti rinnovabili. Per quanto riguarda i rifiuti in particolare, la parte che ha un potere calorifico significativo è costituita da plastica e carta, che devono essere riciclate sia per legge che per buon senso (perché il risparmio energetico è notevolmente elevato). Quindi anche i rifiuti non sono una fonte rinnovabile, e la parte che brucia è di derivazione soprattutto fossile.</p>
	<p>Pensare che i rifiuti siano un combustibile alternativo alle fonti fossili significa dimenticare che, innanzitutto, un combustibile è una miscela chimicamente omogenea di una sostanza che, in una reazione di ossidazione (con fiamma o senza fiamma), produce energia e prodotti di combustione. I rifiuti sono tutt&#8217;altro che chimicamente omogenei: lo IARC ha identificato &#8220;solo&#8221; 250 sostanze diverse circa nei rifiuti, e non sono neppure tutte, perché non si sa quantificare quante siano. Inoltre i rifiuti sono composti da materiali che possono in gran parte essere recuperati e riciclati: se in passato parte della plastica veniva messa in discarica perché inutilizzabile per il riciclo, oggi è possibile riciclarla tutta al 100% perché, se non può essere utile a creare prodotti, viene trasformata in graniglia inerte (inerte davvero, non come le ceneri degli inceneritori) e impiegata come riempitivo in edilizia.</p>
	<p>Inoltre, se si supera il 40-50% di raccolta differenziata, nonostante gli incentivi - ripeto: illegittimi- all&#8217;incenerimento, questa pratica non è più economicamente sostenibile.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: lorenzo</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-119</link>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 16:43:09 +0100</pubDate>
		<guid>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-119</guid>
					<description>la lobby petrolifera impedisce lo sviluppo di ogni forma di energia che non sia quella derivante dal petrolio. alla luce di questa semplice verità ristudiate la vostra posizione sugli inceneritori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>la lobby petrolifera impedisce lo sviluppo di ogni forma di energia che non sia quella derivante dal petrolio. alla luce di questa semplice verità ristudiate la vostra posizione sugli inceneritori.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Cristian Palmas</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-118</link>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2007 18:18:24 +0100</pubDate>
		<guid>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-118</guid>
					<description>Rispondo a Gianluca C.

Il fatto che i rifiuti stiano sommergendo il pianeta non significa che dobbiamo proseguire su questa strada. Chissà perché nessuno dice mai che 50 anni fa non esistevano rifiuti.
Comunque diversi Paesi del mondo (per esempio Nuova Zelanda, Argentina, Australia, Canada, Giappone) hanno deciso di frenare questo aumento dei rifiuti perché costituisce un serio pericolo per l'umanità. In Nuova Zelanda, per esempio, entro il 2016 tutte le aziende dovranno realizzare i loro prodotti in modo che siano 100% riciclabili.
Il problema dei rifiuti può essere risolto semplicemente: basta ridurne la produzione dove possibile e sostituire i materiali non riciclabili con altri riusabili e riciclabili.
Chi afferma che la raccolta differenziata non esiste, benché ingegnere come me, o è in malafede oppure non conosce la materia. Il riciclaggio di rifiuti non solo permette di ridurre il peso delle discariche e dell'inquinamento atmosferico - cosa che gli inceneritori non fanno: per 1t di rifiuti producono circa 2t di emissioni altamente pericolose.
Il riciclaggio permette un risparmio energetico enorme rispetto a bruciare la plastica in un inceneritore. Ma che senso ha usare la plastica come combustibile? Per ogni bottiglia di PET si impiegano circa 1l di petrolio, poi si consuma altra energia per bruciarlo negli inceneritori, per produrre energia elettrica e calore? Allora è meglio impiegare direttamente il metano per produrre energia...

Inoltre sfido a bruciare i rifiuti organici, che contengono soprattutto acqua. Certamente vi sono componenti che bruciano ma il processo anaerobico non è un processo di combustione. Semmai la combustione avviene per il biogas prodotto dalla fermentazione anaerobica.

Quanto ai costi di investimento, io direi che se non ci fossero i contributi illegali all'incenerimento dei rifiuti, nessuno si arrischierebbe a costruirli. Pensare che se la raccolta differenziata arriva a un 40-50% l'inceneritore è già antieconomico.

Bisogna sempre informarsi sugli argomenti di cui si parla, ma da fonti attendibili. Mi pare di capire che l'ingegnere da te interpellato sia un progettista di inceneritori. Certamente lui dirà che la soluzione sono gli inceneritori: peccato che ci guadagnerà solo lui e il gestore, gli abitanti invece pagheranno le multe all'UE, i danni ambientali e sanitari.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Rispondo a Gianluca C.</p>
	<p>Il fatto che i rifiuti stiano sommergendo il pianeta non significa che dobbiamo proseguire su questa strada. Chissà perché nessuno dice mai che 50 anni fa non esistevano rifiuti.<br />
Comunque diversi Paesi del mondo (per esempio Nuova Zelanda, Argentina, Australia, Canada, Giappone) hanno deciso di frenare questo aumento dei rifiuti perché costituisce un serio pericolo per l&#8217;umanità. In Nuova Zelanda, per esempio, entro il 2016 tutte le aziende dovranno realizzare i loro prodotti in modo che siano 100% riciclabili.<br />
Il problema dei rifiuti può essere risolto semplicemente: basta ridurne la produzione dove possibile e sostituire i materiali non riciclabili con altri riusabili e riciclabili.<br />
Chi afferma che la raccolta differenziata non esiste, benché ingegnere come me, o è in malafede oppure non conosce la materia. Il riciclaggio di rifiuti non solo permette di ridurre il peso delle discariche e dell&#8217;inquinamento atmosferico - cosa che gli inceneritori non fanno: per 1t di rifiuti producono circa 2t di emissioni altamente pericolose.<br />
Il riciclaggio permette un risparmio energetico enorme rispetto a bruciare la plastica in un inceneritore. Ma che senso ha usare la plastica come combustibile? Per ogni bottiglia di PET si impiegano circa 1l di petrolio, poi si consuma altra energia per bruciarlo negli inceneritori, per produrre energia elettrica e calore? Allora è meglio impiegare direttamente il metano per produrre energia&#8230;</p>
	<p>Inoltre sfido a bruciare i rifiuti organici, che contengono soprattutto acqua. Certamente vi sono componenti che bruciano ma il processo anaerobico non è un processo di combustione. Semmai la combustione avviene per il biogas prodotto dalla fermentazione anaerobica.</p>
	<p>Quanto ai costi di investimento, io direi che se non ci fossero i contributi illegali all&#8217;incenerimento dei rifiuti, nessuno si arrischierebbe a costruirli. Pensare che se la raccolta differenziata arriva a un 40-50% l&#8217;inceneritore è già antieconomico.</p>
	<p>Bisogna sempre informarsi sugli argomenti di cui si parla, ma da fonti attendibili. Mi pare di capire che l&#8217;ingegnere da te interpellato sia un progettista di inceneritori. Certamente lui dirà che la soluzione sono gli inceneritori: peccato che ci guadagnerà solo lui e il gestore, gli abitanti invece pagheranno le multe all&#8217;UE, i danni ambientali e sanitari.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Gianluca C</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-115</link>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2007 08:28:49 +0100</pubDate>
		<guid>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-115</guid>
					<description>I rifiuti rappresentano, insieme alle telecomunicazioni, il business del futuro. E fin qui nessuno a da dire niente. Le telecomunicazioni vanno da sé, in quanto la loro presenza, il loro sviluppo e la loro ramificazione a 360° per un &quot;raggio sociale&quot; capace di raggiungere anche le classi piu disagiate, risulta indispensabile. I rifiuti...stanno sommergendo il pianeta, altro dato di fatto. I rifiuti vedono il core business della criminalità organizzata e non solo. Le discariche non riescono piu a gestire il tonnellaggio di rifiuti da smaltire. Gli incerenitori sono sotto l'obbiettivo delle piu svariate forme di critica ostativa, con o meno cognizione di causa. Ma alla fine i rifiuti aumentano, in quanto siamo una società votata al consumo e poco dedita a rispettare l'ambiente (io per primo). I termovalorizzatori, parola che per i profani è solo un nuovo nick in sostituzione al precedente odiatissimo termine incerenitore, è il male minore che si possa prevedere in un futuro prossimo. Personalmente ho avuto la possibilità nonché il piacere di fare la conoscenza di uno dei piu grandi progettisti di complessi termovalorizzatori. Persona umilissima, piacevole e con le idee chiare. Piu che altro colmo di concrete risposte alle mie molteplici domande. 1) La raccolta differenziata è inutile.  2) Con un procedimento di spremitura a pressione, si riesce a separare fino al 95 % dei rifiuti organici da quelli inorganici. 3) Tali rifiuti organici (l'umido), vengono successivamente bruciati con un processo anaerobico (in assenza di aria) termovalorizzando gli stessi in energia, che i comuni o chi altri rivendono agli utenti. 4) I comuni abbattoni i costi dell'investimento, diminuiscono la fastidiosa presenza delle discariche, aumentano il gettito in entrata. 5) Il resto va da Sè.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>I rifiuti rappresentano, insieme alle telecomunicazioni, il business del futuro. E fin qui nessuno a da dire niente. Le telecomunicazioni vanno da sé, in quanto la loro presenza, il loro sviluppo e la loro ramificazione a 360° per un &#8220;raggio sociale&#8221; capace di raggiungere anche le classi piu disagiate, risulta indispensabile. I rifiuti&#8230;stanno sommergendo il pianeta, altro dato di fatto. I rifiuti vedono il core business della criminalità organizzata e non solo. Le discariche non riescono piu a gestire il tonnellaggio di rifiuti da smaltire. Gli incerenitori sono sotto l&#8217;obbiettivo delle piu svariate forme di critica ostativa, con o meno cognizione di causa. Ma alla fine i rifiuti aumentano, in quanto siamo una società votata al consumo e poco dedita a rispettare l&#8217;ambiente (io per primo). I termovalorizzatori, parola che per i profani è solo un nuovo nick in sostituzione al precedente odiatissimo termine incerenitore, è il male minore che si possa prevedere in un futuro prossimo. Personalmente ho avuto la possibilità nonché il piacere di fare la conoscenza di uno dei piu grandi progettisti di complessi termovalorizzatori. Persona umilissima, piacevole e con le idee chiare. Piu che altro colmo di concrete risposte alle mie molteplici domande. 1) La raccolta differenziata è inutile.  2) Con un procedimento di spremitura a pressione, si riesce a separare fino al 95 % dei rifiuti organici da quelli inorganici. 3) Tali rifiuti organici (l&#8217;umido), vengono successivamente bruciati con un processo anaerobico (in assenza di aria) termovalorizzando gli stessi in energia, che i comuni o chi altri rivendono agli utenti. 4) I comuni abbattoni i costi dell&#8217;investimento, diminuiscono la fastidiosa presenza delle discariche, aumentano il gettito in entrata. 5) Il resto va da Sè.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Mariangela Sirca</title>
		<link>http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/08/09/il-termovalorizzatore-non-esiste/#comment-107</link>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 17:03:18 +0000</pubDate>
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					<description>Per la miriade di piccole medie grandi opere inutili e nocive è stato coniato il concetto &quot;è l'appalto che giustifica l'opera&quot; (credo la paternità sia di Idra, l'associazione di Firenze che si batte per la tutela del patrimonio artistico culturale ambientale), un neo concetto più che giustificato dai comportamenti dei decisori politici. Il tentativo degli stessi decisori politici che non sanno fare scelte di salute, di indorare i loro parti malsani con neologismi in progress (termoutilizzatore a Brescia è già nella storia benchè &quot;piccina&quot; e fraudolenta, e mentre continuano a proporcelo come modello di bontà impiantistica e di funzionamento hanno già sentito di dover operare un &quot;miglioramento&quot; nel fonema, &quot;termovalorizzatore&quot;, lo chiamano ora benchè ci sia altro scritto sui totem,per chiederne altri, tanti altri che moltiplichino ancora le richezze di  straricchi...</description>
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