L’incenerimento non conviene
L’articolo del Dott. Federico Valerio, direttore del Dipartimento di Chimica Ambientale all’Istituto Tumori di Genova, è intitolato Passato e futuro degli inceneritori, e illustra l’assurdità dell’incenerimento proponendo proprio ciò che è già accaduto in passato negli Stati Uniti.
Il seguente brano, tradotto nell’articolo sopra citato, è ripreso dal Wall Street Journal dell’11 agosto 1993 - i grassetti e i corsivi relativi alle situazioni simili a quelle attuali in Italia sono miei-:
“Gli organismi pubblici che hanno incoraggiato la costruzione di inceneritori hanno posto scarsa attenzione agli aspetti economici dell’incenerimento dei rifiuti. In sintesi, il bilancio economico di questo trattamento é terribile, in quanto costringe gli utenti ed i contribuenti a pagare migliaia di milioni di dollari all’anno in più , rispetto ai costi per il trattamento tradizionale dei rifiuti (la discarica, n.d.t.). Infatti, il costo medio del trattamento rifiuti, tramite incenerimento, è di 56 dollari a tonnellata, il doppio del costo medio del trattamento in discarica. Il problema é questo: nei primi anni ‘80, città e comuni statunitensi furono oggetto d’ una pesante campagna di informazione sulla mancanza di spazi per nuove discariche e sull’incenerimento quale unica soluzione a questa carenza. Forti di questa emergenza, le compagnie che gestivano inceneritori proponevano contratti in cui si costringevano i governi locali, per tutto il periodo d’ attività degli impianti (20 anni) o a garantire una quantità fissa di rifiuti da trattare nei loro impianti (a scapito del riciclaggio e di politiche finalizzate alla riduzione della produzione di rifiuti, n.d.t.), oppure a pagare costose penali.
La crisi dei rifiuti - affermava il Wall Street Journal- era più fittizia che reale, realizzata ad arte per agevolare in vari modi i produttori di inceneritori. Ad esempio, nella costruzione d’ impianti per la produzione di elettricità dai rifiuti, il settore pubblico s’ accolla i rischi finanziari dell’operazione, mentre le compagnie che forniscono e gestiscono gli impianti impongono alle municipalità norme contrattuali “capestro”, quali l’invio agli impianti di una costante quantità di rifiuti ad un prezzo prefissato (ovviamente rimunerativo per le aziende; n.d.t.).”
Ma sentite come prosegue il Wall Street Journal nelle parole di Valerio:
Ma il futuro economico degli inceneritori -proseguiva il WSJ- potrebbe peggiorare, per i seguenti motivi:
1. Le città stanno affrontando costi crescenti per adeguare i loro impianti di incenerimento alle più stringenti norme anti inquinamento. Gli inceneritori sono importanti fonti inquinanti. In sintesi, un inceneritore é un impianto che, pur trattando materiali relativamente innocui (i rifiuti urbani), produce, con la combustione, numerose sostanze tossiche. I maggiori costi per rendere ecologicamente compatibili i vecchi inceneritori costringeranno i Comuni a raddoppiare le tasse sui rifiuti.
2. […]
3. La Corte Suprema degli Stati Uniti deve decidere se le ceneri degli inceneritori sono, dal punto di vista legale, un rifiuto pericoloso. Non esiste dubbio sul fatto che le ceneri siano effettivamente rifiuti pericolosi, in quanto contengono grandi quantità di metalli tossici (piombo, cadmio, arsenico,..). Il problema é che, negli anni ottanta, per agevolare (ancora una volta: n.d.t.) la costruzione di inceneritori, molti Stati hanno dichiarato le ceneri degli inceneritori “legalmente” non pericolosi. Questo accorgimento formale ha permesso un vantaggio economico a favore degli inceneritori, in quanto se le ceneri dell’inceneritore sono classificate come pericolose il loro smaltimento costerebbe dieci volte di più. Questo fatto costringerebbe gli inceneritori a triplicare le loro tariffe e questa circostanza significa nient’altro che la definitiva chiusura di molti altri inceneritori.”
Il Direttore della divisione rifiuti urbani ed industriali dell’EPA di allora, Bruce Weddle, a tal riguardo, ha categoricamente ed autorevolmente affermato: “Gli inquinanti che un inceneritore manda nell’aria creano problemi sanitari a molte più persone di quante siano danneggiate dai reflui liquidi prodotti dalle discariche.”
La situazione non è cambiata, forse è peggiorata per l’incenerimento a causa della maggior produzione di nanoparticolato da parte dei moderni inceneritori.
Consiglio di leggere l’articolo completo del Dott. Valerio.
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