Dietro la guerra contro il Libano
Come ho sempre detto, per mantenere il potere bisogna mantenere il popolo in uno stato di perenne ignoranza. Ma non un potere legittimo: un potere fondato sugli interessi personali. Una vera democrazia non può esistere senza la consapevolezza dei propri cittadini. Come potrebbero gli Italiani controllare in modo oggettivo i propri rappresentanti politici se non conoscono i loro affari sporchi o sono raggirati con abili bugie da marketing?
In linea con quest’approccio, l’informazione ufficiale (telegiornali e giornali che operano massicciamente in Italia per disinformare la gente) cerca sempre di nascondere la verità, trasformandola, evitandola, addolcendola. Avviene così per esempio riguardo la guerra tra Israele e Libano, nella quale i crimini di Israele non sono mai portati alla luce. E chi critica giustamente l’operato di Israele viene tacciato di antisemitismo!
Su Disinformazione.info c’è una pagina dedicata proprio a Israele, nella quale vi sono diversi articoli che mettono in luce le verità nascoste - anche dai nostri media- sui retroscena della guerra Israele-Libano, sulle vere motivazioni di questo conflitto e sulle prospettive future (nefaste) delle potenze occidentali ai danni del Medio Oriente.
I motivi economici si fondono con gli interessi politici, ovviamente. Un poderoso intreccio per limitare l’avanzata politica-economica di quelle che saranno le future superpotenze mondiali: la Russia, candidata a essere la prima, dato che quando il petrolio terminerà potrà sfruttare il fatto che possiede la più grande quantità di gas naturale del pianeta; la Cina, candidata a essere la seconda, con il suo strapotere economico e le sue immense risorse umane.
Il primato statunitense e britannico nel mondo è alla fine: tutte queste guerre sono un modo per mantenere il primato. La guerra in Libano corrisponde a un tassello di un grande progetto di controllo e di limitazione dell’influenza russa e cinese nel Medio Oriente e del loro potere economico.
A danno di decine di migliaia di inermi civili.
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