Diritto di Coscienza

22-09-2006 @ 14:28

Rollerball e la profezia delle multinazionali

Categoria: Cultura, Cinema, Società

Rollerball (1975) è un film che ha per protagonista Johnathan E, campione di uno sport violento chiamato rollerball, unico sfogo agli istinti negativi umani in un mondo apparentemente perfetto: niente violenza, niente guerre, niente povertà, niente fame. Tutti nel mondo stanno bene, sono ricchi, fanno una bella vita. Una vita di cui nessuno si deve preoccupare nei minimi dettagli perché le multinazionali decidono per gli altri esseri umani. I dirigenti decidono che vita ognuno deve fare.

Anche Johnathan E apparentemente vive felicemente. È il campione indiscusso di rollerball; è ricco; da dieci anni è sulla cresta dell’onda, cosa che non è mai capitata a nessuno nella storia di quello sport: dopo dieci anni, i dirigenti della multinazionale dell’energia, con sede a Houston, gli impongono di abbandonare.
Johnathan non vuole: il rollerball è l’unica cosa che gli rimane dopo che uno dei dirigenti, invaghito della sua donna, gli impose di lasciarla. Non riuscirebbe più a vivere senza il suo sport. E così decide di voler conoscere meglio quel mondo di cui non si era mai preoccupato. Un mondo dove il libero arbitrio non esiste perché in mano alle multinazionali.

Il film, che consiglio di vedere per la pregevole trama - niente a che vedere con quell’orribile remake del 2002!-, pone una questione importantissima e quanto mai attuale: siamo veramente sicuri di voler mettere nelle mani delle multinazionali il nostro destino?
Qualcuno potrebbe obiettare che il film è solo una storia di fantascienza e che non esiste il pericolo del dominio delle multinazionali. In realtà il problema esiste eccome, anche attualmente, e da decenni le multinazionali decidono le sorti del pianeta.

La lista di esempi è davvero lunga e ne cito solo tre.
Un esempio potrebbe essere la Bayer, la quale, durante la Seconda Guerra Mondiale (quando era sotto la IG Farben, pesantemente complice della dittatura hitleriana), fornì ai nazisti i gas nervini per sterminare gli Ebrei. La loro giustificazione al processo di Norimberga fu che non dovevano render conto a nessuno se non i loro azionisti.
La Bechtel riuscì a ottenere dal governo boliviano la gestione privata dell’acqua, al punto di far vietare agli abitanti di raccogliere l’acqua piovana per costringerli a pagare le loro salatissime bollette. Dopo che ci fu una sollevazione popolare - con morti e feriti-, il governo boliviano e la Bechtel dovettero cedere.
Le multinazionali delle armi, delle costruzioni e del petrolio hanno finanziato pesantemente l’amministrazione Bush e in cambio hanno ottenuto la guerra in Afghanistan, in Iraq e in futuro la otterranno in Iran.

Siamo sicuri di voler mettere nelle mani di queste aziende il futuro della globalizzazione e della nostra vita? In The Corporation, un bel documentario di Michael Moore, si fa il paragone tra un soggetto giuridico come la multinazionale e una persona qualunque. In quanto soggetto giuridico, la multinazionale è una persona a tutti gli effetti di fronte alla legge. Ma se una persona è incline ad atti come la frode, il furto, l’appropriazione indebita, l’intimidazione, le violenze fisiche e l’omicidio e non prova alcun rimorso per quello che fa ma anzi pone il denaro al di sopra di tutto, viene rinchiusa in prigione a vita.
Nel sopracitato documentario si applica il test per verificare il grado di psicopatia in un individuo alla persona giuridica della multinazionale: il risultato è che questa persona ha tutti i connotati di un pericolosissimo psicopatico.

Che mondo sarebbe se le multinazionali, per le quali il valore più alto è il profitto, decidessero per noi su tutto? Già lo stanno facendo in realtà: piccole e medie imprese che chiudono di fronte ai costi concorrenziali dell’alta produzione; precariato a causa dello schiavismo imperante dovuto alla globalizzazione del mercato lavorativo; pressioni economiche per far scoppiare guerre e attentati; manipolazione attraverso i media dei gusti e del pensiero delle persone.

Il WTO, i cui aderenti sono anche gli Stati, Italia compresa, è un organismo che non soltanto ha in mano l’economia mondiale, ma attraverso l’economia possiede un potere politico transnazionale. Al punto che gli USA, a causa del blocco degli OGM, hanno minacciato l’UE di denunciarla per la violazione delle norme del WTO secondo le quali gli Stati non possono bloccare in alcun modo la commercializzazione di prodotti delle multinazionali.
L’inizio della base giuridica per sottomettere gli Stati, i popoli, alle multinazionali, cioè gli interessi privati di pochi.

TAG: Cinema Cultura Società


5 Commenti »

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  1. Ho recentemente litigato con un conoscente, apertamente di destra, riguardo a questa questione. Lui è convinto che sia la sinistra a voler lasciare il nostro destino in mano alle multinazionali a danno delle piccole e medie imprese che, a suo dire, saranno distrutte dal sistema fiscale dell’attuale governo. Non me la sono sentita di ribattere che questo governo non ha ancora le mani legate.

    Comment di Robi — 24-09-2006 @ 12:29 IST

  2. Ciao Robi, è da un po’ che non ci si sente.
    È difficile ammettere di essere stati traditi, a volte, ma le speranze di un governo migliore del precedente stanno naufragando sempre di più.

    Il nostro governo purtroppo ha le mani legate da prima ancora che nascesse.
    Senza un piano energetico nazionale per svincolarci dalle fonti fossili (cosa che lederebbe gli interessi dei petrolieri e dei produttori di energia), dobbiamo rimanere schiavi del gas che importiamo dalla Russia, dalla Nigeria e dall’Algeria. Dobbiamo costruire rigassificatori per raccogliere il gas liquefatto per abbassarne il prezzo (al costo di un pesantissimo impatto ambientale, economico e sociale, nonché il rischio di esplosioni spaventose; ma a favore dei costruttori e dei gestori di questi impianti).

    Costruiamo inceneritori che sono industrie insalubri di classe uno per smaltire i rifiuti nonostante i pesanti danni ambientali, economici, sanitari ed energetici nei confronti della comunità per favorire l’ASM Brescia e tutte le multiutility del nostro Paese.

    Quando le multinazionali danno dei soldi, vuol dire che vogliono qualcosa in cambio. I politici detengono il potere se ricevono finanziamenti, se possono far guadagnare e fare affari lucrosi. Perciò la nostra classe politica, la più corrotta del mondo, non fa altro che rappresentare gli interessi di chi lo paga.
    Lo dimostra il fatto che tutti i provvedimenti presi sul piano economico ed energetico sono sempre andati a favore degli industriali nel campo petrolifero ed energetico e delle banche che li appoggiano.

    Ora sai chi comanda.

    Comment di Cristian Palmas — 24-09-2006 @ 22:35 IST

  3. A proposito di litigi per questioni politiche.
    Il fatto che quando si parli di politica si litighi spesso, significa che stiamo vivendo in un periodo socio-culturale davvero ignorante.

    Parlare di politica significa scambiare opinioni sulla gestione pubblica e su questioni nazionali e sovranazionali come l’economia, la sanità, la guerra, e così via.
    In realtà, quando si parla di politica, si imitano i nostri politici, i quali parlano di beghe per il potere, di questioni di affari mascherate da problemi urgenti da risolvere, di decisioni da prendere perché il partito ha deciso così e se tu esprimi parere diverso non meriti di far parte del partito…

    Si parla di politica allo stesso modo del calcio: di che partito sei? Che partito tifi…
    Non se ne può discutere in questo modo! La politica dovrebbe essere una cosa seria perché influisce sul destino di una nazione.

    E noi che siamo elettori e parliamo di politica come dei tifosi di calcio, continuamo a farci del male da soli.

    Comment di Cristian Palmas — 25-09-2006 @ 10:06 IST

  4. Forse c’è una necessità di appartenenza. In una società dove si è giudicati in base a ciò che si possiede, diventa indispensabile avere una appartenenza, per identificarsi o essre identificati, chissà. Non sono certo neppure che abbia ragione Cofferati quando dice che che ci si deve comportare in modo diverso a seconda del ruolo che si riveste, anche se è vero che la nostra umanità ci porta irrimediabilmente ad essere incoerenti.

    Comment di Robi — 26-09-2006 @ 9:31 IST

  5. La coerenza è una qualità difficile da ottenere, perché bisogna essere sinceri con se stessi e con gli altri, bisogna avere una determinazione fuori dal comune e credere veramente in certi valori.
    Come si vede sono tutte caratteristiche che quasi tutti i politici non possiedono, perciò è quasi naturale che si comportino in maniera incoerente - in realtà spesso si comportano coerentemente con i loro interessi…

    Comment di Cristian Palmas — 26-09-2006 @ 9:57 IST

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