L’ONU di carta
È del 14 ottobre la notizia che L’Italia sarà membro non permanente dell’ONU per i prossimi due anni, mentre il Venezuela è ancora in difficoltà per ottenere un seggio non permanente. Forse perché l’Italia si è dimostrata un ottimo vassallo degli USA in politica estera e si sta pian piano assoggettando alla Russia; mentre il Venezuela è da tempo ai ferri corti con gli USA per via del tentativo di nazionalizzare il petrolio, per combattere la povertà della popolazione.
Chi crede più all’ONU come organismo indipendente per risolvere le dispute internazionali? Non era vero nemmeno alla sua nascita (dato che i membri permanenti erano i vincitori della Seconda Guerra Mondiale e decidevano per tutti) ma la pubblicità e l’assenza di Internet e di copertura mediatica hanno permesso la divulgazione al pubblico di un’immagine autorevole di tale organo. Ora più che mai si vede quanto questo organo di governo mondiale non sia altro che uno degli strumenti della politica estera statunitense, quasi un ufficio pubbliche relazioni della CIA.
Citiamo qualche caso.
Per convincere i Paesi dell’ONU che bisognava invadere l’Iraq per distruggere le armi di distruzione di massa, Colin Powell, su mandato degli USA, si era prodigato in una lunga dissertazione su un dossier di 3800 pagine della CIA che spiegava appunto come Saddam avesse armi di distruzione di massa. Peccato che tutti sapessero che le armi di distruzione di massa fossero state vendute, tra gli altri, anche dagli USA, all’Iraq, il quale le ha tutte impiegate nella guerra Iran-Iraq. Peccato inoltre che il dossier originale conteneva 11800 pagine, come riporta Project Censored.
Come mai ne mancavano 8000? Perché il rapporto all’ONU da parte dell’Iraq è stato visionato dal Consiglio di Sicurezza la cui presidenza in quel periodo era della Colombia, la quale si è fatta convincere dagli USA a permetter loro di rielaborare il dossier. La Colombia non si poteva sottrarre perché aveva bisogno di aiuti economici, e Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia avevano altri scheletri nell’armadio, riguardo l’Iraq, per cui hanno fatto finta di niente. E sono tutti membri permanenti.
Riguardo il Venezuela, per ben due volte gli USA hanno cercato di far cadere Chavez con un colpo di Stato, o addirittura di ucciderlo. Questo non solo per la nazionalizzazione del petrolio ma anche per l’appoggio alla formazione del MERCOSUR, il mercato economico delle Americhe del Centro-Sud.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso deve essere però stato il discorso di Chavez all’ONU, il quale ha criticato non solo gli Stati Uniti ma anche la stessa ONU, proponendo un organismo che fosse veramente democratico, non appannaggio di pochi potenti interessati. Un discorso simile, e che chiunque in buona fede approverebbe, è stato fatto dal presidente iraniano Ahmadinejad - quello che a detta degli USA dovrebbe essere capo di uno Stato canaglia: Bush però non si sognerebbe mai di fare un bel discorso di sani principi come quello dell’iraniano.
Adesso l’ONU ha imposto delle sanzioni alla Corea del Nord perché ha fatto dei test atomici. Che esempio di attendibilità, coerenza e cristallinità può avere l’ONU se i suoi membri permanenti hanno tutti le bombe atomiche e continuano a produrle? Perché non bandirle tutte, senza impiegare nelle votazioni quel diritto di veto che è stato inventato solo per mantenere la situazione attuale?
L’unico modo per cambiare le cose è attuare quanto proposto da Chavez, Ahmadinejad e i Paesi poveri che chiedono a gran voce di avere maggior peso politico, come dovrebbero effettivamente avere.
Ma i membri permanenti sono potenze capitalistiche, che fondano il loro potere sulla schiavitù dei Paesi poveri. Dare a questi maggiori diritti significherebbe abbattere il capitalismo mondiale. Cosa giustissima, ma i membri permanenti, soprattutto USA e Gran Bretagna, non lo permetteranno mai. A costo di una Terza Guerra Mondiale. Che verrà prima di quanto si pensi.
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