Perché non si parla di Haiti?
Uno studio che ricopre un arco di tempo di circa 22 mesi svela che a Port-Au-Prince (Haiti) vi sono stati 35.000 stupri e 8.000 omicidi. Questo incredibile dato non è mai stato riportato da nessun telegiornale o giornale; anzi, non si è mai parlato di Haiti in questi mesi, nonostante vi sia da anni una situazione di perenne instabilità politico-amministrativa. Forse non se ne parla mai perché questi crimini sono la diretta conseguenza del terrorismo statunitense e delle forze ONU. L’articolo sopra menzionato è una traduzione di uno stralcio di un’intervista di Amy Goodman, di Democracy Now!, ed è soltanto una delle inchieste censurate dai media sulla situazione di Haiti.
Più della metà delle vittime degli stupri sono bambini. I responsabili non sono soltanto i criminali e la polizia locale ma anche i soldati ONU che sono lì in missione umanitaria e degli attivisti anti-Lavalas.
Tutto ciò ha inizio con la cacciata del 29 febbraio 2004 di Jean-Bertrand Aristide, presidente di Haiti, a opera degli USA, come riportato da Project Censored. Aristide è stato letteralmente rapito e deportato negli Stati Uniti dall’esercito americano, ed è riuscito a comunicare con un giornalista haitiano via cellulare, strasmettendo in diretta il suo discorso sulla radio americana Pacifica Radio’s Flashpoint News, KPFA.
La destabilizzazione di Haiti ha radici che partono già dal 1800, nonostante il riconoscimento ufficiale della sua indipendenza, un po’ come nel caso di Cuba. In effetti, controllare queste due isole significherebbe dominare completamente il Golfo del Messico.
Tornando al 1990, Aristide è stato il primo presidente democraticamente eletto dopo 15 anni di barbarie da parte di "Baby Doc" Duvalier. Aristide è stato deposto con un golpe del Fronte per l’Avanzamento e il Progresso di Haiti (FRAPH) nel 1991, un esercito paramilitare addestrato dalla CIA e i cui dirigenti erano proprio al soldo dell’agenzia di spionaggio americana. Come mai? Forse perché istituzioni finanziarie internazionali e l’USAID (US Agency for International Development, Agenzia Americana per lo Sviluppo Internazionale) hanno manifestato una forte contrarietà alle iniziative di Aristide come l’introduzione di minimi salariali, di tasse di importazione e la tassazione dei più ricchi. Provvedimenti contrari alle politiche delle multinazionali.
Dal 1991 al 1994 Marc Bazin, ufficiale della Banca Mondiale, ha governato grazie alla giunta militare. Sotto di lui sono stati uccisi 4000 civili per esecuzione e vi sono stati 60.000 rifugiati, e furono adottate tutte le politiche care al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale e a Washington.
Con l’aiuto di Clinton Aristide è tornato al potere nel 1994, ma soltanto al prezzo di mantenere le politiche economiche instaurate da Bazin. Ovviamente, al termine del suo mandato (1996), non è stato rieletto perché il Paese si è ridotto alla fame, la struttura statale è collassata e il servizio civile ridotto pesantemente: questo era il prezzo imposto dal FMI per ripagare gli interessi del forte indebitamento di Haiti.
FMI, Banca Mondiale, OMS… A quando l’ONU proporrà un genocidio per stabilire la pace in uno Stato sovrano? Ah, già, è già avvenuto…
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