Ricordate il black-out del 2003? Un albero aveva tranciato i cavi elettrici della linea che dalla Svizzera passavano in Italia, e a causa di un picco di energia dovuto all’uso indiscriminato dei condizionatori tutta l’Italia si spense. Ci furono anche speculazioni sul fatto che l’incidente fosse doloso, ma non entro nel merito. Voglio soltanto ricordare come allora si spinse per incentivare a costruire centrali nucleari e a carbone pulito per evitare questa sorta di black-out, per prevenire incidenti.
Ovviamente era tutta una scusa: se una centrale è troppo inquinante o non è sicura, viene chiusa, e si ricomincia daccapo. Inoltre, per costruire una centrale nucleare servono almeno 10 anni se non 15: pensare di risolvere un’emergenza energetica (presunta) aspettando 15 anni è semplicemente ridicolo.
In realtà, come i più attenti sanno, chi spinge per queste soluzioni impiantistiche sono i produttori di energia, i quali finanziano i partiti al governo e addirittura hanno anche dei dirigenti all’interno dei partiti - perciò hanno un peso notevole nelle decisioni politiche. Questa è la dimostrazione che il conflitto di interessi deve essere risolto e spiega perché anche questo governo non voglia risolverlo.
Ora è avvenuto il black-out in Germania, sempre per motivi fortuiti: un’operazione di routine come la messa in sicurezza di una linea elettrica per permettere a una nave di passare sotto un ponte (è un protocollo di sicurezza) è coincisa con un picco di richieste di energia, e si è verificato un black-out in buona parte della Germania. Il copione di oggi sarà il remake del 2003 ma si aggiungeranno degli impianti: bisogna costruire i rigassificatori, le centrali nucleari e a carbone pulito. Ancora una volta una balla mostruosa.
Continua…