Diritto di Coscienza

06-11-2006 @ 10:11

Black-out strumentalizzato

Categoria: Informazione, Italia

Sole che domina sui cavi elettrici

Ricordate il black-out del 2003? Un albero aveva tranciato i cavi elettrici della linea che dalla Svizzera passavano in Italia, e a causa di un picco di energia dovuto all’uso indiscriminato dei condizionatori tutta l’Italia si spense. Ci furono anche speculazioni sul fatto che l’incidente fosse doloso, ma non entro nel merito. Voglio soltanto ricordare come allora si spinse per incentivare a costruire centrali nucleari e a carbone pulito per evitare questa sorta di black-out, per prevenire incidenti.
Ovviamente era tutta una scusa: se una centrale è troppo inquinante o non è sicura, viene chiusa, e si ricomincia daccapo. Inoltre, per costruire una centrale nucleare servono almeno 10 anni se non 15: pensare di risolvere un’emergenza energetica (presunta) aspettando 15 anni è semplicemente ridicolo.
In realtà, come i più attenti sanno, chi spinge per queste soluzioni impiantistiche sono i produttori di energia, i quali finanziano i partiti al governo e addirittura hanno anche dei dirigenti all’interno dei partiti - perciò hanno un peso notevole nelle decisioni politiche. Questa è la dimostrazione che il conflitto di interessi deve essere risolto e spiega perché anche questo governo non voglia risolverlo.

Ora è avvenuto il black-out in Germania, sempre per motivi fortuiti: un’operazione di routine come la messa in sicurezza di una linea elettrica per permettere a una nave di passare sotto un ponte (è un protocollo di sicurezza) è coincisa con un picco di richieste di energia, e si è verificato un black-out in buona parte della Germania. Il copione di oggi sarà il remake del 2003 ma si aggiungeranno degli impianti: bisogna costruire i rigassificatori, le centrali nucleari e a carbone pulito. Ancora una volta una balla mostruosa.

I rigassificatori sono ad altissimo rischio. Il pericolo di esplosioni e fuoriuscite è enorme, la potenza sviluppata in un’esplosione supererebbe di decine di volte quella della bomba di Hiroshima. Inoltre, costituirebbe un obiettivo sensibile gratuito per attentati terroristici. Dato che i giornali e i telegiornali ci riempiono sempre la testa con il pericolo terrorismo in Italia (in realtà minimo), dovrebbero essere coerenti e chiedere ai politici se ritengono le loro scelte in linea con queste soluzioni impiantistiche. Ovviamente non lo fanno perché i giornalisti oggi non fanno domande ai governanti ma accettano dichiarazioni libere. E abbassano la testa agli inserzionisti, tra i quali vi sono anche le aziende energetiche, ovviamente.
A parte queste considerazioni, il gas è una fonte fossile e bisogna ridurne l’impiego. Finanziare i rigassificatori significa andare nella direzione opposta, contrariamente con quanto richiede l’UE e quanto sottoscritto nel protocollo di Kyoto.

Discorso simile vale per le centrali nucleari. Nonostante molti dicano che con l’autofertilizzazione degli elementi fissili come torio e uranio (cioè un procedimento di auto-arricchimento di quei minerali durante il processo, in modo da rigenerare il combustibile), le scorte siano praticamente inesauribili, in realtà i dati dimostrano tutto l’opposto. Se in Europa si costruissero centrali nucleari in tutti i Paesi, le scorte di uranio terminerebbero entro 20 anni. Tenendo conto che il torio ha una diffusione 3 volte superiore ma che le tecnologie non sono ancora molto diffuse, direi che entro 50 anni le centrali nucleari diverrebbero impianti inutili. Vogliamo anche parlare delle scorie nucleari? Si stanno valutando dei sistemi per accelerarne il decadimento radioattivo, in modo da metterle in fusti che resistano almeno fino a completamento del decadimento. Ma anche qui siamo nella sperimentazione, di concreto non c’è ancora molto.

Voglio tralasciare l’idea del carbone pulito perché è la più ridicola di tutte. A parte il fatto che produce particolato dannoso, per pulirlo si sprecherebbe una quantità immane di energia.
Tutte queste soluzioni hanno un impatto ambientale mostruoso e sono costosissimi per la comunità, sia da un punto di vista economico diretto (costruzione, progettazione e consulenze, aumento delle bollette) sia indiretto (svalutazione degli immobili attorno agli impianti, spese sanitarie, costi ambientali). Inoltre, significherebbe aumentare il potere di pochi privati facendo loro gestire un bene comune come l’energia e fare il prezzo che vogliono: non a caso le bollette aumentano sempre.

Cosa succederebbe se uno di questi impianti non funzionasse? Potrebbero verificarsi dei black-out. E siamo punto e a capo.
La vera soluzione a questo problema è la microgenerazione, cioè la produzione localizzata (in una casa, un condominio o anche un gruppo di palazzi) di energia termica ed elettrica. Il governo italiano dovrebbe incentivare le fonti rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, geotermico e biomasse), che ben si prestano alla microgenerazione, ma preferisce finanziare le fonti assimilate. Questa locuzione esiste soltanto in Italia. È stata impiegata nel testo di legge sulla promozione di fonti rinnovabili per dare incentivi non solo alle vere fonti rinnovabili ma anche agli inceneritori, alle centrali a gas, a CDR ed eventualmente nucleari. Insomma, il concetto di fonti assimilate è stato introdotto per avvantaggiare i monopolisti dell’energia, che finanziano i partiti.

La microgenerazione toglierebbe il potere di controllo a queste aziende, le quali fanno di tutto per mantenere la loro posizione. Per questo motivo le vere fonti rinnovabili sono incentivate soltanto con il 10-20% di tutti i finanziamenti europei, mentre il resto va alle assimilate.
L’ostruzionismo alla microgenerazione, di cui non si parla mai, è la prova di chi comandi in Italia e chi detti le politiche di sviluppo energetico ai nostri governanti. I cittadini sono costretti a subire… almeno fino a quando non si rendono conto che possono ribellarsi.

TAG: Informazione Italia Energia 


3 Commenti »

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  1. La microgenerazione è senz’altro una buona soluzione, ma essa implica dei problemi non indifferenti. La produzione di energia domiciliata è mera utopia in quanto il 90% della cittadinanza non riuscirebbe a garantire una gestione quantomeno accettabile (s’immagina un vecchietto gestire cellule fotovolatiche in giardino?).
    Una soluzione realistica sarebbe quella di spingere le aziende medio-piccole a generare in loco un quantitativo energetico sufficiente al fabbisogno operativo; servirebbero incentivi, sgravi fiscali et simila… ma la realtà economica italiana non è tale da consentire doni di tal genere (la nuova finanziaria è un monito piuttosto eloquente).

    Andando più nel piccolo, cosa buona sarebbe risparmiare un pò di corrente elettrica utilizzando meno elettrodomoestici. :)

    Comment di vincz — 14-11-2006 @ 1:01 GMT

  2. Beh, mi sembra molto esagerato affermare che la microgenerazione sia mera utopia, dato che in Austria e in Germania pian piano si sta facendo strada.

    Anche in Italia vi sono numerosi esampi di microgenerazione, soprattutto per quanto riguarda l’energia solare. Tra questi vi sono Alessandria, Novara, dei Comuni milanesi e Varese Ligure (SP), premiato nel 2004 come miglior Comune europeo per lo sviluppo sostenibile.

    Perché i vecchietti dovrebbero avere problemi con i pannelli fotovoltaici? Non li devono montare loro. È come se si dicesse che i vecchietti hanno problemi con l’elettricità perché non sanno maneggiare i contatori…

    Gli incentivi non sono tanti - si preferisce incentivare l’energia da fonti fossili e nucleari, piuttosto che quelle rinnovabili- ma non significa che sia mera utopia. Basta far sapere alle persone che paggheranno l’impianto con il risparmio srispetto l’ultima bolletta per 5 anni e che venderanno l’elettricità che non useranno.
    Sono di solito argomenti convincenti.

    Comment di Cristian Palmas — 15-11-2006 @ 8:44 GMT

  3. cosa succederebbe se si immettesse vapore d’acqua
    in una stanza con due forti magneti e dentro questa
    stanza si incanalasse l’anidrite carbonica prodotta
    dalle centrali a carbone .

    Comment di frenk — 29-05-2008 @ 3:02 IST

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