Alternative all’incenerimento: la vittoria del GCR
Comunico la grande vittoria del Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti (GCR) nella proposta di alternative all’inceneritore, come il trattamento meccanico biologico.
La Provincia di Parma ha infatti accettato l’idea di rivedere il Piano Provinciale di Gestione Rifiuti (PPGR) al fine di rinnovare gli obiettivi di riduzione, riuso e riciclaggio, e di considerare il trattamento meccanico biologico come sistema di smaltimento alternativo.
Queste sono soltanto alcune delle istanze fatte pervenire alla Provincia attraverso la conferenza dei servizi, la quale ha anche deliberato che si deve ridimensionare l’impianto in base alle future politiche di riduzione e recupero e si deve rivalutare la localizzazione del sito, dato che attualmente è previsto in una zona ad alto interesse archeologico.
Il risultato è stato raggiunto soprattutto grazie all’operato del GCR, di cui il meetup di Parma è co-fondatore e primo promotore.
Infatti, da marzo fino a oggi, l’opera di costante confronto con politici, amministratori pubblici, cittadini e dirigenti aziendali - anche coloro che vogliono costruire l’impianto di incenerimento- con tanto di documentazione scientifica ed economica di tecnici indipendenti, ha permesso ai cittadini di raggiungere un buon grado di consapevolezza del problema.
L’incontro dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Parma con una delegazione del GCR e Federico Valerio - voluto dal GCR nel comitato di alta sorveglianza- per discutere del TMB ha contribuito a far conoscere agli amministratori questa alternativa adottata in tutto il mondo.
Il risultato è ovviamente a tutti quelli che si sono spesi nella distribuzione di volantini e fogli di raccolta firme, nonostante le persecuzioni in cui è incorso qualcuno e i problemi personali. Ma non sono mancate le immediate repliche.
Il Comune di Parma ha letteralmente chiuso le porte in faccia fin da subito a tutti gli oppositori al progetto e anche a quei cittadini che si sono lamentati del fatto che gli unici a fare informazione erano gli oppositori e non le amministrazioni. Dunque perfino a coloro che in modo neutro volevano saperne di più sull’incenerimento.
Il cosiddetto "civile e responsabile " sindaco di Parma Elvio Ubaldi ha dichiarato pubblicamente che chi protesta contro gli inceneritori è incivile e irresponsabile (puntata di un programma locale su Teleducato, Parma, Europa). Peccato che lui predichi tanto la bontà dell’inceneritore pur non sapendo nulla, tant’è che lo chiama termoconvertitore! Non ha mai voluto incontrare i cittadini che protestavano contro questa sua antidemocratica presa di posizione di imporre un progetto ad alto impatto sociale senza il consenso dei cittadini - violando le leggi comunitarie e italiane. Non è nemmeno venuto alle assemblee organizzate dal GCR.
L’assessore all’Ambiente di Parma Pietro Vignali ha più volte promesso trasparenza e dialogo con diversi incontri anche tra scienziati, ma non ha mai fatto nulla.
Ora ci si mette pure il Presidente del Consiglio Comunale di Parma Giovanni Bernini a dire che il comitato di vigilanza sul progetto dell’inceneritore non può proporre alternative, nemmeno se si dimostrasse che ve ne sono di valide - in realtà è risaputo che il TMB è di gran lunga superiore come alternativa; il comitato di alta sorveglianza è invece imbastito in modo da azzerare le voci contrarie all’inceneritore. Serve solo di facciata a confermare scientificamente l’impianto.
Evidentemente anche lui è poco preparato: dovrebbe sapere che in realtà la VIA dovrebbe essere fatta prima di qualunque progetto per mettere aconfronto le differenti alternative progettuali, poi si sceglie la migliore e la si realizza.
Invece, come si fa spesso nelle amministrazioni italiane, prima si impone il progetto, poi si impone ai tecnici che redigono la VIA di realizzare un documento che dimostri la bontà del progetto.
Già aveva dimostrato una pesante tendenza all’abuso nei confronti dei cittadini, i quali avevano chiesto di far parlare in Consiglio Montanari, impedendo loro di esercitare il proprio diritto; ora fa sentire nuovamente la sua voce con prepotenza, non per dimostrare che l’inceneritore è la migliore soluzione, ma per imporlo e basta.
Comunque il grande risultato è stato ottenuto e anche se la battaglia per i diritti dei cittadini a dire la loro su impianti di questo tipo è ancora lunga, si può constatare che quando si crea consenso dal basso in modo sincero e portando la voce vera dei cittadini, si possono cambiare le cose.
Spero che da questa vittoria prendano spunto tutti i comitati italiani contro gli impianti pericolosi (a carbone, olio combustibile, turbogas, rigassificatori, inceneritori, gassificatori,…). Soprattutto quelli della Sicilia e della Campania che in questi mesi sono oggetto delle peggiori speculazioni politiche per costruire gli inceneritori.
In tutta Italia vi sono decine di migliaia di persone che protestano contro tutti questi impianti obsoleti e inutili. Pensate cosa potremmo fare se si unissero tutti. Infatti, per il 2 dicembre, per esempio, gli Amici di Beppe Grillo di tutta Italia protesteranno contro gli inceneritori.
Già esiste la Rete Nazionale Rifiuti Zero alla quale aderisce anche il GCR. Ed è soltanto l’inizio.
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