Diritto di Coscienza

16-11-2005 @ 16:38

Ammissione USA: fosforo bianco usato come bomba incendiaria

Sul sito della BBC è comparsa la notizia dell’ammissione degli USA sull’impiego del fosforo bianco a fini di bomba incendiaria a Fallujah. Fino a ieri smentivano categoricamente l’accaduto. Perché?
Il comunicato prosegue dicendo che il fosforo bianco non è classificato come arma chimica e non è illegale, sebbene causi la combustione della carne. Quest’affermazione fa sospettare che i legali della Casa Bianca abbiano fatto le notti in bianco per trovare cavilli legali nei trattati internazionali, nel diritto internazionale e nelle risoluzioni ONU che permettessero di giustificarsi.
Non solo. Se inizialmente avevano smentito tutto e anche “diffidato” dal negare il contrario, vuol dire che non si erano nemmeno preoccupati di essere in regola. Sta di fatto che, grazie al servizio di Rainews24 - lo dice la BBC - il ministro iraqeno per i diritti umani ha avviato un’inchiesta per indagare sull’accaduto. Una cosa di cui essere un po’ orgogliosi.

Il comunicato non parla di MK77 né di Napalm apertamente. Parla di bombe al fosforo. Così chi non sa cosa sia l’MK77, non trova nulla di strano. Questa è la tecnica della deviazione dell’attenzione, in questo caso applicata in modo egregio. Ho già parlato in Le bombe degli USA in Iraq e in un altro post riguardo l’MK77. Inoltre vi sono altre informazioni molto più dettagliate al riguardo su Internet.
La questione di cui voglio parlare è un’altra.

Alcuni blog italiani, tra i quali RightNation, per esempio, e molti giornali di Destra hanno minimizzato e screditato il video di Fallujah. Le motivazioni erano le più fanciullesche. Molte persone che credono nella Destra come se fossero ultras di una squadra di calcio, quando sentono di qualcosa che potrebbe avere attinenza con principi vagamente di Sinistra, prendono subito le distanze con insulti o con sarcasmo feroce e ignorante - nel senso di crudele e senza conoscere a fondo l’argomento. Alcuni commenti di persone autorevoli (perché sono militari o hanno fatto la guerra mondiale) hanno provato a dare valore a quel tipo di articoli, per esempio dicendo che gli effetti del fosforo bianco non erano quelli che si vedevano nel video di Fallujah.
Ora che gli stessi colpevoli hanno ammesso il fatto, sebbene non dichiarandosi colpevoli, cosa diranno questi tifosi sfegatati della Destra? Cominceranno a giocare con le parole come fanno di solito, dicendo che sono stati fraintesi? Cosa diranno a quelli come me, non potendo usare valide argomentazioni, che sono un sporco comunista, anche se non sono né di destra né di sinistra?

Aggiornamento 30-11-2005
Le bombe al fosforo possono essere impiegate sia come incendiarie che come oscuranti. In quest’ultimo caso creano una nube di pentossido di fosforo, ogni molecola del quale assorbe 6 molecole d’acqua, formando acido pirofosforico. Se la concentrazione del pentossido è notevole, gli esseri umani colpiti dalla nube muoiono per una disidratazione fortissima che provoca effetti simili alla carbonizzazione. In ogni caso la bomba al fosforo non è l’MK-77. Quest’ultima è una bomba incendiaria simile, però più efficace, del napalm. Uno degli elementi presenti nell’MK-77 è anche un forte ossidante, in modo che l’acqua non possa estinguere il fuoco provocato dalla miscela incendiaria. Non ho ancora trovato notizie su quale sia questo elemento ossidante, sebbene il candidato più probabile sia il fosforo. Tengo a precisare che questa è solo una supposizione, in quanto il fosforo è forse l’elemento più reattivo tra gli elementi chimici ed è un’ossidante terribile.

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15-11-2005 @ 10:49

Risolti i problemi di visualizzazione

Categoria: Generale

Sembrerebbe - il condizionale è d’obbligo - che adesso il blog sia correttamente visibile anche con IE6. Non immaginate nemmeno quanto ci abbia impiegato per venirne a capo. Rimangono ancora alcune piccole cose da sistemare dal punto di vista dell’allineamento dei blocchi (per esempio il fondo pagina) ma sostanzialmente posso affermare di aver risolto il problema, dato che l’obiettivo era di rendere leggibile il blog.
In seguito modificherò anche la grafica, che per adesso è ancora un po’ troppo scarna.

Cristian Palmas


10-11-2005 @ 11:57

Disinformazione

Si parla spesso di che cosa sia l’informazione, la libera espressione, se questa esista o meno o se sia ostacolata. Si parla talvolta anche di controinformazione, quella che si oppone all’informazione ufficiale. Credo che il termine sia stato inventato proprio dai media: non a caso questo termine ha una certa connotazione negativa nel prefisso contro-.
Caso strano, la vera informazione è dovuta alla controinformazione, in quanto questa si avvale di volontari, giornalisti e non, indipendenti, cioè non sono vincolati dalla politica o da motivi economici. Il risultato è un giornalismo vero, cioè obiettivo. Gli stessi divulgatori indipendenti non si vergognano a chiamare controinformazione il loro operato, perché ormai per informazione la gente intende quella dei media consueti, fomentatori di falsità.
Certamente non bisogna generalizzare. All’interno di alcune testate giornalistiche vi sono veri giornalisti, i quali a volte hanno rischiato la vita per scrivere notizie vere. Sono da apprezzare per esempio quelli del Corriere della Sera (forse il giornale più obiettivo e completo) e anche de’ La Repubblica (seppur con qualche riserva).
Ma molte volte questi giornali sono affetti da autocensura, un fenomeno di cui discutere in separata sede data la sua complessità.

Tuttavia, io penso che la vera controinformazione sia quella dei media. Come dice Beppe Grillo nel suo blog, siamo noi indipendenti a fare giornalismo. L’autentica informazione è quella di noi divulgatori indipendenti (giornalisti e non). La controinformazione è quella dei media: questi sono contro la vera conoscenza.

Un aspetto ancora più triste è che si discute sempre della contrapposizione tra media e indipendenti però senza mai parlare apertamente di disinformazione.
Probabilmente perché il termine ha un significato molto più chiaro e accusatorio. I media fanno sicuramente disinformazione.
Sul dizionario online De Mauro-Paravia troviamo due definizioni:

  1. Mancanza di informazione; scarsa o errata informazione.
  2. Insieme di informazioni errate o distorte diffuse intenzionalmente per influenzare l’opinione pubblica su un dato argomento

Direi che sono molto azzeccate.
Ognuno di noi, se ha un certo spirito critico, riesce a notare il grado di disinformazione delle TV e dei giornali. Il danno peggiore è dovuto alle TV perché ormai non si legge più come una volta.
Scarsa o errata informazione. Mancanza di informazione. Un esempio: il dossier americano sulle armi di distruzione di massa in Iraq. Nessuno aveva detto, se non molto più tardi, che quel dossier era stato manipolato ad arte e stralciato di ben 3000 pagine.
Informazioni errate e distorte. Scopo di influenzare l’opinione pubblica. Un esempio: il re della disinformazione, a mio modesto parere, è Libero, di Vittorio Feltri. Se visitate il sito ve ne renderete conto da soli. Poi segue Il Giornale, di Belpietro.
Essere di parte non significa che devi mentire per la tua controparte e insultare l’altra. Io non apprezzo più di tanto L’Unità e per La Repubblica ho qualche riserva; tuttavia loro sanno essere di gran lunga più obiettivi delle sopra citate testate, pur essendo di parte. La loro disinformazione si esplica soprattutto sulla mancanza di informazione sui partiti che appoggiano.

Come vedete, non è facile capire quando si ha a che fare con episodi di disinformazione e quando no. Vi sono numerose tecniche per realizzarla, subdole e astute. E tutti i media, chi più chi meno, ne fanno uso. In futuro magari dedicherò un po’ di spazio a questi metodi.


07-11-2005 @ 17:01

L’importanza delle parole

Categoria: Generale

Avete mai riflettuto su quanto sia importante la parola?
Io non tanto spesso. Tranne in questi ultimi tempi.

Ho pensato alla magia, che è praticamente nata con l’uomo. La magia, il potere della parola nel condizionare il mondo circostante: già nell’antichità l’uomo attribuiva alla parola un potere soprannaturale; ancor oggi molte persone, pur non credendo nella magia, si affidano a maghi, cartomanti e sensitivi per risolvere i loro problemi quando non trovano una soluzione normale. Chi per disperazione, chi per ignoranza.

Poi c’è la religione. Il potere della preghiera, parole rivolte al Signore o ad Allah o qualunque altra divinità. La parola impiegata per esorcizzare sciagure, per chiedere un aiuto ultraterreno. Il dialogo aperto con un essere superiore a noi esseri imperfetti, spietati, crudeli.

Il dono della parola è stato sempre osannato dall’uomo per via indiretta, attraverso l’attribuzione di un potere superumano. Ma scendendo a un livello più terreno, le parole assumono una notevole importanza anche nella vita sociale e in quella politica. Basti pensare alle poesie, corte o lunghe che siano. Pensate a una poesia qualunque. Per esempio mi viene in mente Ungaretti, la poesia Soldati:

“Si sta come d’autunno
sugli alberi le foglie.”

Una sola frase ma densissima di significato sull’orrore della guerra. Bastano poche parole per comunicare molte cose.

Tuttavia troppo spesso si abusa di esse. In TV, sui giornali, su Internet.
Troppe persone parlano, straparlano, discutono e in realtà non comunicano nulla. Persone che vogliono dimostrare di essere colte, coscienti del mondo che le circonda; o individui egocentrici a cui piace il suono della propria voce e recitano con enfasi qualunque fesseria; oppure persone che sfruttano molteplici giri di parole per evitare di rispondere a una domanda scomoda: sono persone potenzialmente pericolose, perché nulla vieta loro di sfruttare il loro eloquio per imbrogliare gli altri.
Qualcuno potrebbe ribattere che ognuno ha una testa che ragiona e che non è così facile essere raggirati a parole. Concordo.
Però molte volte il cervello si prende delle pause quando in realtà dovrebbe stare in guardia.
Come quando si ascolta, per esempio, un telegiornale, quando parla un politico o un assicuratore oppure un banchiere (chissà perché a volte sono tutti e tre la stessa persona…).

Io non voglio criticare chi non riflette sui discorsi che vengono propinati dai media. Dopo una giornata lavorativa stressante, dopo un’ennesima giornata passata a risolvere gravi problemi familiari o lavorativi, dopo giornate in cui il livello di stress è insopportabile, comprendo perfettamente chi desideri “spegnere” il cervello. In realtà, è una cosa che fanno un po’ tutti, me compreso. Soprattutto per rassegnazione, questo sentimento molto italiano: siamo tutti un po’ stufi di sentire sempre le solite promesse dai politici attraverso giornali e telegiornali, le solite idiozie dai cosiddetti “opinionisti” in TV, di vedere sempre programmi televisivi ignobili (come “L’isola dei famosi” o “La talpa”, per esempio)… Ma per capire a cosa mirano le persone veramente bisogna ascoltare attentamente ciò che dicono.

Le parole sono importanti. Hanno un significato, implicito o esplicito che sia. Possono essere interpretate, ma il loro significato non cambia. Sembra una banalità affermarlo però non lo è quando sento molte persone ripetere a pappagallo discorsi strampalati inculcati (soprattutto) dalla TV; quando viene stravolto il significato delle parole: confondere guerra con operazione di pacificazione, intervento militare con intervento umanitario: come quando i campi di concentramento erano chiamati dai nazisti campi di rieducazione.
I politici usano spesso terminologie che fanno rabbrividire per il cinismo, l’ignoranza e il razzismo. Impiegano espressioni addolcite del tipo flessibilità del mondo del lavoro perché non vogliono mostrare ai loro elettori quello che in realtà significa, schiavismo lavorativo. Osano parlare di finanza creativa perché la gente non sa cosa significhi. Se sapesse che vuol dire falso in bilancio forse non approverebbe tacitamente.

Cerchiamo di riflettere sempre sul significato delle parole. Dobbiamo sempre stare all’erta con certa gente che nasconde dietro i bei discorsi sonore fregature.