Creare un blog in pochi semplici passi è facile anche per chi non sa programmare. In questo post si spiegano alcuni concetti per chi vuole iniziare a bloggare, ossia, scrivere su un blog.
Prima di iniziare, tengo a precisare che non sono un esperto; anzi, sono un principiante. Tuttavia ritengo, proprio per questo motivo, di potermi rivolgere a quelli che vogliono diventare blogger, cioè scrittori in un blog. Per far loro comprendere in modo semplice come possono iniziare subito a scrivere e farli conoscere la mia breve esperienza da blogger. Quindi l’articolo sarà rivolto ai principianti.
Cos’è un blog?
Un weblog o blog, secondo quanto definito da Blogitalia.it, è un incrocio tra un forum e un sito personale.
Un forum è una pagina web in cui i visitatori propongono dei temi di discussione e li discutono con altri visitatori. Un sito personale invece è un sito web in cui si parla di quello che è e fa una persona, dei suoi amici, del suo lavoro, delle sue idee, dei suoi interessi, e così via. Di conseguenza un blog è un sito personale incentrato sulla discussione di argomenti vari e sul dialogo con altri.
Moltissimi blog sono dei veri e propri diari personali nei quali l’autore parla di sé stesso, delle sue opinioni, delle sue sensazioni e delle sue attività. In altri casi, un blog diventa una sorta di giornale on-line, nel quale si scrivono articoli di vario genere oppure su una categoria specifica. Per esempio, Ecoblog.it tratta articoli sull’ecologia, Tvblog.it parla dei programmi televisivi.
Questo blog, per citare un ultimo esempio, ha come argomenti soprattutto l’informazione e la cultura; la natura, l’informatica e la salute sono temi a cui tengo molto e sui quali scriverò diversi post (articoli) in seguito, ma rientrano sempre tutti all’interno delle prime due categorie, a mio parere. In una parola, ho deciso di scrivere un blog di divulgazione.
Perché scrivere un blog?
Prima di realizzare un sito, uno deve prendere carta e penna - in senso metaforico, ma neanche più di tanto - e decidere perché lo vuole fare, di cosa parlare, a chi si deve rivolgere e come realizzarlo. Lo stesso vale per il blog. Vediamo il mio caso come esempio pratico.
Motivazione. Io mi sono appassionato all’informatica intorno al 2000 e mi piace la letteratura. Avrei voluto diventare scrittore, però quello a cui tenevo di più era la divulgazione, l’informazione. Vedevo troppo spesso come le notizie fossero distorte, minimizzate o esagerate, tagliate oppure falsate; notavo anche come la gente fosse poco acculturata. E ormai avevo capito che il potere di un governo sta nell’ignoranza della sua nazione.
Argomenti. Dopo un po’ che avevo imparato a programmare, volevo realizzare un sito personale con un aspetto grafico accattivante e con un mare di contenuti. Infatti, sono una persona eclettica che si interessa di tante cose; per esempio amo anche il cinema e mi piace molto fare battute.
Tuttavia, il sito sarebbe stato così denso di contenuti che non sarei riuscito a gestirlo da solo - sappiate che lo volevo fare come passatempo, non a tempo pieno. Già, i contenuti. All’epoca non erano ancora molto considerati. Non esistevano ancora i blog ma le persone stavano già mostrando un certo desiderio di contenuti. Io stesso volevo realizzare un sito più piccolo rispetto al progetto iniziale, in modo da gestirlo da solo e scrivere su temi che mi interessavano, e volevo rendere partecipi gli altri in modo da arricchire il mio bagaglio culturale e il loro. Come il blog.
Con questo non voglio dire che il concetto di blog sia un’idea mia - anche perché poi non l’ho messa in pratica e ci avevano pensato altri già nel 1997. Voglio soltanto dire che il modo con cui volevo comunicare con gli altri aveva bisogno della struttura di un blog, senza sapere che già esistevano.
In questa fase capii che avrei fatto divulgazione sui miei temi preferiti (di cosa parlare), rivolgendomi a persone come me che desiderano conoscere il mondo (a chi rivolgersi), attraverso un sito leggero e semplice, strutturato in modo da esaltare e focalizzare l’attenzione sui contenuti (come realizzarlo). Per vari motivi non ho potuto metterlo in pratica finora, e nel frattempo il fenomeno blog cominciava a diffondersi come una pandemia.
Avendo da poco scoperto che si può scrivere un blog subito e gratuitamente, ho deciso di approfittarne, perché come priorità avevo quella di comunicare prima ancora di divertirmi programmando. Così il 6 novembre 2005 è nato Diritto di Coscienza.
Per concludere questo paragrafo, uno potrebbe anche scrivere un blog anche solo per pubblicare racconti, poesie, romanzi che gli editori ai quali si è rivolto hanno rifiutato. Perché in un blog si può essere editori di sé stessi.
Perché il blog è un fenomeno culturale oltre che informatico?
Cultura e informatica sono un tutt’uno nel blog. Se uno vuole modificarlo e gestire i file da solo, deve conoscere un po’ di web design, di PHP (solitamente) e di HTML (ovviamente), o meglio, XHTML. Tralasciando l’aspetto informatico, che riguarda più un pubblico esperto che non quello al quale mi rivolgo in questo post, parliamo brevemente (perché ci sarebbe da fare una tesi di laurea in materie umanistiche) del fenomeno culturale.
Internet ha avuto il pregio di riavvicinare le persone alla scrittura. Soprattutto in Italia, non era più “di moda” scrivere lettere agli amici per sapere come stavano. Era più facile telefonare. Con Internet, invece, si è diffusa la passione di conoscere anche persone straniere, o comunque altri che non potevano essere raggiunti fisicamente. Questo fenomeno si è prima esplicato attraverso le e-mail, il messenger, i forum e le chat. Persone che comunicavano in ogni modo, ampliavano le loro conoscenze e recuperavano l’amore per la parola scritta - sebbene sia meglio dire elettronica.
In Italia, il fenomeno dei blog è ancora piuttosto sconosciuto. Addirittura è più facile che lo conosca un utente medio di Internet rispetto a un programmatore. Ma è indiscutibile che il blog rappresenta la nuova frontiera della comunicazione. Circa 21 milioni di blog sono presenti sul web e trattano tutti gli argomenti possibili: pensate a un tema anche assurdo e vedrete che nel mondo vi sarà almeno un blog che ne parla. Ciò significa che chi vuole cercare notizie e informazioni si può affidare anche ai blog, oltre ai siti tradizionali. Soprattutto in un’epoca in cui la gente comincia a comprendere che, se vuole conoscere come va il mondo, deve cercarsi le informazioni da sola. La gente vuole soprattutto contenuti, non solo belle pagine web. Quest’atteggiamento è molto positivo e prezioso: la volontà di ricercare la conoscenza non fa altro che rendere più liberi e in grado di esercitare il proprio diritto di coscienza.
Resta da constatare, certamente, l’attendibilità delle fonti di informazione. Su 21 e passa milioni di blog, tantissimi trattano di cose frivole, altri sono manifestazioni di egocentrismo puro, altri ancora di esibizionismo puro - come può essere il caso di una ragazza che, invece di scrivere un diario segreto cartaceo, lo scrive in formato elettronico. Altri ancora addirittura fanno disinformazione: per partito preso, per difendere la loro parte politica, sociale, religiosa o altro; oppure semplicemente per ignoranza e mancanza di documentazione.
Dunque bisogna valutare attentamente le informazioni fornite dal web, soprattutto dai blog, dato il loro carattere personale. Questo vale sia che siate voi a scriverlo, sia che stiate leggendo articoli di un altro blog. Inaftti, ogni volta che si fanno ricerche bisogna sempre chiedersi le seguenti domande: quali sono le fonti? è attendibile quest’affermazione? quanti hanno trattato quest’argomento? chi è contrario? dove sono le prove?
Come iniziare a scrivere su un blog tutto mio?
Passiamo al lato pratico. Supponiamo di essere persone motivate a scrivere le proprie idee per discuterne con altri. Supponiamo di non essere assolutamente in grado di programmare, nemmeno per il web. Supponiamo in sostanza che noi vogliamo soltanto scrivere. Inoltre supponiamo di non voler spendere troppi soldi né di aver problemi con registrazioni di dominio.
La soluzione al problema può essere l’impiego di piattaforme per blog, cioè siti creati appositamente per ospitare blog o per realizzarli al posto vostro. Questo blog, per esempio, è ospitato gratuitamente da Blogsome.com. La grafica non era quella che vedete ora - l’ho modificata io - perché il tema iniziale era fornito da Blogsome. O meglio, Blogsome impiega come modello di blog quello realizzato da WordPress, il quale fornisce una lunga lista di modelli di sito (in inglese, template) per tutti i gusti. Mi sono affidato a Blogsome proprio perché mi piace molto il sistema di gestione di contenuti di WordPress.
Oltre a Blogsome potete anche pensare di rivolgervi a Blogger, la piattaforma di Google. In realtà ve ne sono tanti altri che neanche conosco. L’importante è che scegliate quello che più vi piace in base alla facilità d’uso, modelli forniti e traffico internet (per esempio Blogsome spesso ha problemi di traffico e faccio fatica a connettermi al sito perfino con l’adsl!).
Quello che cratterizza tutte queste piattaforme è che non dovete scrivere nemmeno una riga di codice di programmazione, è tutto già pronto: dovete solo iscrivervi, selezionare alcune opzioni e poi potete iniziare subito a scrivere sul blog. Inoltre, la maggior parte è gratuita.
Non tralasciate comunque i servizi a pagamento, perché alcuni permettono anche delle spese molto basse per degli ottimi servizi.
In sintesi, per iniziare bisogna prima fare una ricerca su tutte le piattaforme per blog. Scegliere quella che ci sembra migliore come aspetto e facilità d’uso. Scegliere le opzioni di gestione dei contenuti e infine si comincia a scrivere.
Come far conoscere il mio blog?
Tramite il cosiddetto passaparola tra amici e conoscenti, con il tam tam in luoghi di discussione e con motori di ricerca specializzati per i blog, come BlogItalia - in realtà è una web directory, un contenitore di link per chi si iscrive- e Technorati.com. Io sono iscritto a entrambi. Technorati in particolare rimanda al proprio blog ogni volta che si scrive un post, catalogandolo all’interno della categoria da noi specificata: questo post comparirà su Technorati.com tra qualche ora sotto la categoria (tag) “cultura” - provate a vedere cliccando il link in fondo al post “TAG: Cultura”.
Un altro modo - uno dei migliori- è far in modo che in altri siti compaiano link permanenti al proprio blog. Chiedete ai vostri amici che possiedono un sito di scrivere un link per il vostro blog. Infine, permettete ai blog aggregator (raccoglitori di notizie prese dai blog) di pubblicare i vostri post quando ve lo chiedono: è un ottimo modo per farsi conoscere.
Il resto viene da sé. Se i lettori sono soddisfatti, ritorneranno e commenteranno. Magari vi chiederanno di scrivere qualcosa insieme a voi, trasformando così il blog in group blog. Io per esempio spero di trovare un giorno diverse persone che mi aiutino a mantenere questo blog, perché tante persone insieme lavorano meglio per poter affrontare un maggior numero di argomenti, un buon numero di post e garantire una maggiore obiettività. Tuttavia, queste sono considerazioni personali.
Come gestisco il blog?
Se il blog è preimpostato come il mio, l’interfaccia di gestione dei contenuti è intuitiva e non necessita di spiegazione. Tengo però a precisare che si deve conoscere l’inglese. La lingua internazionale di Internet è l’inglese. Se vogliamo navigare in spazi più ampi rispetto i nostri confini nazionali e abbracciare il mondo, dobbiamo conoscere l’inglese. In tal modo possiamo estendere le nostre ricerche per i nostri post a milioni e milioni di altri siti.
Un blog può essere gestito da una o più persone, non importa. L’importante è che, quando cominciano a farsi vedere numerosi lettori, si cerchi in tutti i modi di tenerseli stretti. In che modo? Proponendo anche le tematiche di maggior interesse per i lettori, dialogando sempre con loro anche nei commenti, scrivendo sempre articoli che siano autorevoli, veritieri, originali. Inoltre, i post non devono trattare argomenti datati, a meno che non lo si faccia in modo originale e legato al presente.
Se non sono esperto di redazione di articoli, da chi prendo spunto per scrivere i post?
Semplice. Dagli altri blog.
Cercate i blog che trattano i temi di cui volete discutere voi. Selezionate quelli più visitati e più autorevoli. Prendete spunto dalla loro impostazione. Magari anche per la grafica del vostro blog.
Prendere spunto però non vuol dire copiare, piuttosto vuol dire prendere un’idea o anche una soluzione tecnica e rielaborarla in modo da integrarla nel proprio sito. Se io vedo una veste grafica accattivante in un sito, prendo spunto da quella e ne creo una simile che si presti meglio al contenuto dei miei articoli - infatti il design delle pagine deve conformarsi al tipo di sito che si deve gestire, ma questo è un discorso già troppo ampio per poterne discutere qui.
Beh, mi pare di aver detto tutto l’essenziale per iniziare. Forse ho dimenticato qualcosa ma non c’è problema. Vi renderete conto che, appena creato il blog, tutto verrà da sé. Concludo dandovi degli utili riferimenti per approfondimenti. Vi segnalo su Reporter senza frontiere, sito di un’associazione di giornalisti internazionali freelance in difesa della libertà di stampa nel mondo, una guida molto utile su come realizzare un blog di tipo giornalistico. È soprattutto orientato ai futuri giornalisti ma vi sono molte notizie riguardanti i blog in generale. Ovviamente è in inglese.
Performancing.com: per sviluppare blog professionali
BlogItalia.it: per ulteriori informazioni sui blog e la loro indicizzazione
Technorati.com: motore di ricerca per i blog
Wikipedia.org: enciclopedia multimediale realizzata dagli utenti; si possono trovare altre informazioni sui blog.
TAG: Cultura