Rollerball e la profezia delle multinazionali
Rollerball (1975) è un film che ha per protagonista Johnathan E, campione di uno sport violento chiamato rollerball, unico sfogo agli istinti negativi umani in un mondo apparentemente perfetto: niente violenza, niente guerre, niente povertà, niente fame. Tutti nel mondo stanno bene, sono ricchi, fanno una bella vita. Una vita di cui nessuno si deve preoccupare nei minimi dettagli perché le multinazionali decidono per gli altri esseri umani. I dirigenti decidono che vita ognuno deve fare.
Anche Johnathan E apparentemente vive felicemente. È il campione indiscusso di rollerball; è ricco; da dieci anni è sulla cresta dell’onda, cosa che non è mai capitata a nessuno nella storia di quello sport: dopo dieci anni, i dirigenti della multinazionale dell’energia, con sede a Houston, gli impongono di abbandonare.
Johnathan non vuole: il rollerball è l’unica cosa che gli rimane dopo che uno dei dirigenti, invaghito della sua donna, gli impose di lasciarla. Non riuscirebbe più a vivere senza il suo sport. E così decide di voler conoscere meglio quel mondo di cui non si era mai preoccupato. Un mondo dove il libero arbitrio non esiste perché in mano alle multinazionali.

