Satira, chi era costei?
Satira, chi era costei? avrebbe detto Don Abbondio ne’ I promessi sposi, dal basso della sua cultura fatta di nozioni, una cultura con la c minuscola. La stessa cultura minuscola di coloro che si sono scagliati contro la satira nei mesi precedenti, insegnando alla gente con tono supponente e arrogante, pur sapendo perfettamente di essere ignoranti, che «la satira non è informazione e non può informare», «la satira deve far ridere» e commenti simili.
Non a caso ho ripreso una delle battute (Carneade, chi era costui?) più famose del romanzo di Manzoni per testimoniare l’ignoranza imperante della nostra epoca, nella quale i politici fomentano false credenze e cognizioni al fine di sfruttare demagogicamente la credulità e l’inconsapevolezza delle persone; nella quale molti Italiani, pur essendo ignoranti, continuano a rimaner tali ma senza il pudore di tacere su argomenti di cui non conoscono nulla.
Tutti hanno parlato e (soprattutto) litigato nei mesi scorsi sulla satira a causa di RockPolitik; per non parlare delle calunnie e delle ingiurie, seguite a un’ epurazione non motivabile, che ha dovuto subire Sabina Guzzanti per il suo documentario satirico Viva Zapatero! – tra l’altro è stato prima infamato in modo bipartisan dalla classe politico-giornalistica per poi successivamente essere snobbato dai media ufficiali.
Tutti, ora, non discutono più sulla satira, coerentemente con quell’atteggiamento superficiale di parlare solo degli argomenti alla moda: la satira non è più di moda, neppure la libertà di informazione (argomento di cui le sopra citate produzioni si sono occupate); adesso va di moda blaterare sulle parole del papa e di feste natalizie.
Io voglio appunto approfittare di questo silenzio per spiegare seriamente in breve cosa sia la satira – dato che in un odierno dibattito italiano si assiste sempre a una sopraffazione verbale, invece di un confronto dialettico civile.

