Diritto di Coscienza

15-12-2006 @ 15:40

Cuffaro è blindato

Categoria: Informazione, Italia

Salvatore Cuffaro

Lo stesso senatore Andreotti, che pubblicamente tutti apprezzano e difendono, ma che è stato colluso con la mafia, una volta ha detto: «A pensar male ogni tanto ci s’azzecca.»
Credo sia proprio il caso di Salvatore Cuffaro, ritornato agli onori della cronaca per la vicenda del pubblico ministero Di Matteo, uno dei tre titolari del dibattimento.

Il presidente della Regione Sicilia Cuffaro - rieletto nonostante le pesanti prove di aver passato informazioni su indagini e intercettazioni alla mafia, cosa che in teoria è configurabile non come reato di concorso esterno in associazione mafiosa ma addirittura di associazione mafiosa- è sotto processo per favoreggiamento semplice.
La bagarre sul politico cominciò fin dall’inizio dell’ascrizione del reato. Infatti, come riportato in Intoccabili, di Saverio Lodato e Marco Travaglio, edizioni BUR, prove alla mano l’unico reato logico era di concorso esterno in associazione mafiosa: Cuffaro aveva avvertito il capo mandamento di Brancaccio Guttadauro (agli arresti per mafia), tramite Miceli e Aragona, che aveva delle microspie in casa; su richiesta di Guttadauro ha fatto candidare nell’Udc un uomo di fiducia del boss, lo stesso Mimmo Miceli; ha avvistato Michele Aiello, sotto indagine per mafia, che era intercettato e indagato.

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03-12-2006 @ 11:23

I cittadini non devono più farsi prendere in giro

Categoria: Informazione, Italia
inceneritore

Dal sito www.beppegrillo.it

In questi ultimi giorni si è assistito a una massiccia disinformazione riguardo l’incenerimento dei rifiuti per spingere sulla costruzione degli inceneritori. La prassi è cercare in tutti i modi di costringere gli abitanti ad accettare, anche con la forza, questi impianti pericolosissimi. Si cita spesso la Campania come esempio di regione dove servono gli inceneritori: peccato che si trovino in quella situazione perché non è stato fatto nulla per ridurre e riciclare i rifiuti - basti vedere la puntata di Report del 19-11-2006 Cara politica.

A quanto pare, nessun giornale ha riportato la notizia che in Senato è stato ritirato l’emendamento per abolire gli incentivi per le fonti rinnovabili agli inceneritori ed è stato trasformato in OdG da discutere successivamente. Ma ciò non garantisce che verranno aboliti gli incentivi. Cosa che condannerà i cittadini a pagare una multa di milioni di euri alla Comunità Europea.

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19-11-2006 @ 16:21

Alternative all’incenerimento: la vittoria del GCR

Categoria: Natura, Italia

Comunico la grande vittoria del Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti (GCR) nella proposta di alternative all’inceneritore, come il trattamento meccanico biologico.

La Provincia di Parma ha infatti accettato l’idea di rivedere il Piano Provinciale di Gestione Rifiuti (PPGR) al fine di rinnovare gli obiettivi di riduzione, riuso e riciclaggio, e di considerare il trattamento meccanico biologico come sistema di smaltimento alternativo.
Queste sono soltanto alcune delle istanze fatte pervenire alla Provincia attraverso la conferenza dei servizi, la quale ha anche deliberato che si deve ridimensionare l’impianto in base alle future politiche di riduzione e recupero e si deve rivalutare la localizzazione del sito, dato che attualmente è previsto in una zona ad alto interesse archeologico.

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06-11-2006 @ 10:11

Black-out strumentalizzato

Categoria: Informazione, Italia

Sole che domina sui cavi elettrici

Ricordate il black-out del 2003? Un albero aveva tranciato i cavi elettrici della linea che dalla Svizzera passavano in Italia, e a causa di un picco di energia dovuto all’uso indiscriminato dei condizionatori tutta l’Italia si spense. Ci furono anche speculazioni sul fatto che l’incidente fosse doloso, ma non entro nel merito. Voglio soltanto ricordare come allora si spinse per incentivare a costruire centrali nucleari e a carbone pulito per evitare questa sorta di black-out, per prevenire incidenti.
Ovviamente era tutta una scusa: se una centrale è troppo inquinante o non è sicura, viene chiusa, e si ricomincia daccapo. Inoltre, per costruire una centrale nucleare servono almeno 10 anni se non 15: pensare di risolvere un’emergenza energetica (presunta) aspettando 15 anni è semplicemente ridicolo.
In realtà, come i più attenti sanno, chi spinge per queste soluzioni impiantistiche sono i produttori di energia, i quali finanziano i partiti al governo e addirittura hanno anche dei dirigenti all’interno dei partiti - perciò hanno un peso notevole nelle decisioni politiche. Questa è la dimostrazione che il conflitto di interessi deve essere risolto e spiega perché anche questo governo non voglia risolverlo.

Ora è avvenuto il black-out in Germania, sempre per motivi fortuiti: un’operazione di routine come la messa in sicurezza di una linea elettrica per permettere a una nave di passare sotto un ponte (è un protocollo di sicurezza) è coincisa con un picco di richieste di energia, e si è verificato un black-out in buona parte della Germania. Il copione di oggi sarà il remake del 2003 ma si aggiungeranno degli impianti: bisogna costruire i rigassificatori, le centrali nucleari e a carbone pulito. Ancora una volta una balla mostruosa.

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30-10-2006 @ 10:38

Perché non si parla di Haiti?

Categoria: Informazione, Esteri

Proteste a Haiti - da www.sfgate.comUno studio che ricopre un arco di tempo di circa 22 mesi svela che a Port-Au-Prince (Haiti) vi sono stati 35.000 stupri e 8.000 omicidi. Questo incredibile dato non è mai stato riportato da nessun telegiornale o giornale; anzi, non si è mai parlato di Haiti in questi mesi, nonostante vi sia da anni una situazione di perenne instabilità politico-amministrativa. Forse non se ne parla mai perché questi crimini sono la diretta conseguenza del terrorismo statunitense e delle forze ONU. L’articolo sopra menzionato è una traduzione di uno stralcio di un’intervista di Amy Goodman, di Democracy Now!, ed è soltanto una delle inchieste censurate dai media sulla situazione di Haiti.

Più della metà delle vittime degli stupri sono bambini. I responsabili non sono soltanto i criminali e la polizia locale ma anche i soldati ONU che sono lì in missione umanitaria e degli attivisti anti-Lavalas.
Tutto ciò ha inizio con la cacciata del 29 febbraio 2004 di Jean-Bertrand Aristide, presidente di Haiti, a opera degli USA, come riportato da Project Censored. Aristide è stato letteralmente rapito e deportato negli Stati Uniti dall’esercito americano, ed è riuscito a comunicare con un giornalista haitiano via cellulare, strasmettendo in diretta il suo discorso sulla radio americana Pacifica Radio’s Flashpoint News, KPFA.

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24-10-2006 @ 11:34

L’ONU di carta

Categoria: Informazione, Esteri

Simbolo dell'ONU

È del 14 ottobre la notizia che L’Italia sarà membro non permanente dell’ONU per i prossimi due anni, mentre il Venezuela è ancora in difficoltà per ottenere un seggio non permanente. Forse perché l’Italia si è dimostrata un ottimo vassallo degli USA in politica estera e si sta pian piano assoggettando alla Russia; mentre il Venezuela è da tempo ai ferri corti con gli USA per via del tentativo di nazionalizzare il petrolio, per combattere la povertà della popolazione.

Chi crede più all’ONU come organismo indipendente per risolvere le dispute internazionali? Non era vero nemmeno alla sua nascita (dato che i membri permanenti erano i vincitori della Seconda Guerra Mondiale e decidevano per tutti) ma la pubblicità e l’assenza di Internet e di copertura mediatica hanno permesso la divulgazione al pubblico di un’immagine autorevole di tale organo. Ora più che mai si vede quanto questo organo di governo mondiale non sia altro che uno degli strumenti della politica estera statunitense, quasi un ufficio pubbliche relazioni della CIA.

Citiamo qualche caso.
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17-10-2006 @ 21:16

La libera informazione sotto attacco

Categoria: Informazione, Italia

L’informazione libera è pericolosa per chi vuole governare senza che nessuno ci metta parola. La nostra classe politica, tranne qualche singola persona che equivale alla goccia in mezzo all’oceano, governa il nostro Paese non con la democrazia ma con la oligarchia, in tal caso definirei il governo come una partitocrazia.
Invece di rappresentare i cittadini vogliono comandarli. Se i cittadini protestano contro le decisioni assurde che i politici spesso prendono, questi ultimi insultano e fanno i prepotenti, come se i cittadini fossero rei di lesa maestà.

In virtù di tale presupposto, i politici devono far finta di governare secondo democrazia (rappresentando veramente i cittadini) soprattutto nel periodo elettorale; ma nella realtà devono far in modo che i cittadini si occupino il meno possibile della cosa pubblica, delegando loro per qualunque decisione senza possibilità di essere rimproverati.
Tra i vari metodi per impedire ai cittadini di occuparsi della cosa pubblica, c’è la censura dell’informazione. Tra i tanti provvedimenti presi finora, salta fuori adesso il dlg 262/2006, entrato in vigore il 3 ottobre con la nuova finanziaria.

Il comma 1-bis dell’art. 32 del decreto specifica che chiunque riporti in parte o in tutto il testo di un articolo di una rivista o di un giornale, deve pagare un compenso agli editori. Insomma, se uno vuole fare informazione con una rassegna stampa senza scopo di lucro, deve comunque pagare gli editori della fonte. Come se ne avessero diritto. Se non si hanno i soldi per pagare tale compenso, non si può riportare nulla? Non hanno mai sentito parlare di licenza Creative Commons, che utilizzo anch’io su questo blog?

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04-10-2006 @ 06:10

Mastella mi ha rotto i c…

Categoria: Informazione, Italia

Il ddl Mastella non passa al Senato per un solo voto grazie all’astensione dell’Italia dei Valori. Il motivo di tale azione è il disaccordo della modifica dell’art. 5, nella quale si stabilisce l’immediata entrata in vigore della legge Castelli (riforma dell’ordinamento giudiziario) il giorno dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Dunque Di Pietro si è opposto a una legge che impone ai magistrati di scegliere o di fare l’inquirente o il giudicante, voluta fortemente dal Centrodestra e a quanto pare anche dal Centrosinistra.
Una riforma fortemente osteggiata dal Centrosinistra quando era all’opposizione mentre ora vorrebbe approvare l’immediata messa in opera. Il Centrosinistra non solo sembra sempre di più il Centrodestra, ma sempre più evita di nasconderlo - basti vedere come i redditi per i più ricchi non abbiano subito aumenti fiscali e come siano state finanziate le missioni di Afghanistan e Libano, per non parlare dell’indulto.
Qualcuno potrebbe dire: «Se avessi voluto il Centrodestra l’avrei votato, non avrei scelto un governo di Centrosinistra per fare le sue veci.»

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28-09-2006 @ 09:34

Project Censored, lotta contro la censura

Categoria: Cultura, Informazione

Project Censored è un gruppo di ricercatori dei media della Sonoma State University i quali rintracciano le notizie pubblicate da giornali e newsletter indipendenti che sono sistematicamente censurate negli Stati Uniti. Notizie di politica estera americana, di economia, di problemi internazionali. Tutto rigorosamente valutato da esperti indipendenti della comunicazione e del giornalismo.

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22-09-2006 @ 14:28

Rollerball e la profezia delle multinazionali

Categoria: Cultura, Cinema, Società

Rollerball (1975) è un film che ha per protagonista Johnathan E, campione di uno sport violento chiamato rollerball, unico sfogo agli istinti negativi umani in un mondo apparentemente perfetto: niente violenza, niente guerre, niente povertà, niente fame. Tutti nel mondo stanno bene, sono ricchi, fanno una bella vita. Una vita di cui nessuno si deve preoccupare nei minimi dettagli perché le multinazionali decidono per gli altri esseri umani. I dirigenti decidono che vita ognuno deve fare.

Anche Johnathan E apparentemente vive felicemente. È il campione indiscusso di rollerball; è ricco; da dieci anni è sulla cresta dell’onda, cosa che non è mai capitata a nessuno nella storia di quello sport: dopo dieci anni, i dirigenti della multinazionale dell’energia, con sede a Houston, gli impongono di abbandonare.
Johnathan non vuole: il rollerball è l’unica cosa che gli rimane dopo che uno dei dirigenti, invaghito della sua donna, gli impose di lasciarla. Non riuscirebbe più a vivere senza il suo sport. E così decide di voler conoscere meglio quel mondo di cui non si era mai preoccupato. Un mondo dove il libero arbitrio non esiste perché in mano alle multinazionali.

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